Venezia, città ambita da sempre, si arricchirà in questi mesi di un nuovo motivo per visitarla. Dal 16 febbraio fino al 12 maggio a Palazzo Franchetti verrà ospitata la mostra dell’artista Maurizio Galimberti.

Più di 150 fotografie scattate con la polaroid che narrano il nostro Paese. “Paesaggio Italia”, questo il nome dell’esposizione, offre il punto di vista di un’artista che ha selezionato luoghi legati al cuore per raccontare in maniera originale un tour della nostra terra.

I suggestivi scatti fanno viaggiare sia nello spazio che nel tempo. Dal sud al nord dell’Italia per circa venti anni in cui l’instant artist ripercorre luoghi estranei, come anche percorsi visivi più autobiografici, quali quelli di Milano, sua città.

La creatività massima Galimberti la sfodera nel saper giocare con particolari del paesaggio che unisce sotto forma di mosaico. Così ben congegnati da affascinare al primo sguardo e da ricreare un nuovo percorso che nasce dalla realtà e ne ricrea un’altra parallela.

Il suo viaggio tocca città quali Roma, Torino, Napoli, Palermo e Firenze e si inerpica verso sentieri della Puglia e della Sicilia, in cui non mancano le annotazioni dell’artista, come ad esempio durante il viaggio nell’isola siciliana proprio dopo la morte dei magistrati Falcone e Borsellino.

Le opere esposte denotano una forte commistione di arti, oltre quella fotografica, grazie a una profonda conoscenza dell’architettura, del design e della musica, rendendo identificabile Maurizio Galimberti come un’artista interdisciplinare.

Da sottolineare la particolarità di lavorare con fotografie istantanee, mettendo da parte la possibilità di utilizzare il digitale. È in questa scelta che si ritrova la forza delle opere. Infatti l’artista, che si avvicina già negli anni ‘80 alla fotografia, è più vicino all’arte di un pittore che non al ruolo del fotografo che più in generale siamo abituati a conoscere.

Galimberti non ama il digitale, considerandolo non un mezzo ma “qualcosa che ti prende la mano e ti conduce dove vuole”. Con la polaroid invece riesce a manipolare, attraverso la pressione di bastoncini di legno o con delle punte, il risultato finale, giocando con la sua abilità creativa, che, come dice Mastromatteo, indicano una notevole contemporaneità, “quelle polaroid che tutte insieme aprono a più verità contemporaneamente sono il 3D della fotografia”.

Fino a maggio le fotografie istantanee saranno esposte a Palazzo Franchetti, con questa esposizione prodotta dalla Casa dei Tre Oci e Civita Tre Venezie, con la collaborazione di GiArt e promossa dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. E a settembre Galimberti sbarcherà negli Stati Uniti alla Dillon Gallery di New York.

La mostra è accompagnata anche dal primo catalogo che raccoglie circa 300 opere di Galimberti, edito da Marsilio e con testi di Benedetta Donato, anche curatrice dell’evento, e di Denis Curti, con contributi del premio Oscar Nicola Piovani, dell’architetto e designer Michele De Lucchi e del fotografo e art director di Ogilvy&Mather Giuseppe Mastromatteo.

L’inaugurazione della mostra, anche segnalata dal Telegraph, avverrà venerdì15 febbraio.

Galleria Paesaggio Italia di Maurizio Galimberti

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