“L’Italia giusta” di Pierluigi Bersani, quella che “sale” di Mario Monti, quella dove è “benvenuta sinistra” di Nichi Vendola… ma quella di Silvio Berlusconi com’è? Sì, gliela abbiamo sentita descrivere in ogni modo in tv, ma la parola chiave che la sintetizzi per questa campagna elettorale ancora non c’è. Il Pdl ovviamente non se l’è dimenticata. “Lo slogan è in arrivo – spiega a Formiche.net Antonio Palmieri, deputato e responsabile della comunicazione digitale del partito – anche se non posso rivelare quando. Ci stiamo lavorando e lo esibiremo più avanti, dosiamo gli sforzi perché gli elettori hanno dimostrato di decidere chi votare solo nelle ultime settimane di campagna elettorale”.

Lo scopo della campagna
L’assenza momentanea dello slogan fa parte di una strategia comunicativa che ha uno scopo preciso: “Puntiamo a rimotivare i nostri elettori, a riconquistare chi ci ha già votato in passato ma è rimasto deluso e si è rifugiato nell’astensionismo”, chiarisce Palmieri.

Una campagna in stile Obama… ma senza Axelrod
Gli strumenti su ci si basa la campagna del Pdl sono la tv, il contatto diretto sul territorio e internet. “Qui stiamo attuando una campagna in stile Obama con un forte impegno per coinvolgere i nostri sostenitori on line. Ognuno si deve sentire protagonista e può fornire il suo contributo nei suoi spazi con libertà e creatività. Noi procuriamo gli strumenti per farlo – racconta il deputato che segue le campagne di Berlusconi dal ’93 con una squadra rodata di persone “e nessun ricorso a esperti americani, come David Axelrod con la campagna di Monti”.

Gli spazi Pdl
Il coinvolgimento avviene sul sito forzasilvio.it che è “il quartier generale della nostra campagna on line. Le persone si registrano, hanno un loro pannello operativo dove trovano ogni giorno informazioni e documenti su ciò che abbiamo fatto e ciò che vogliamo fare che possono consentire loro di fare campagna in prima persona coinvolgendo le persone che conoscono. La migliore azione di coinvolgimento arriva da chi ha la nostra fiducia”, spiega l’esperto. Su forzasilvio.it ci sono 250mila registrati a cui si aggiunge una squadra di oltre duemila volontari digitali che promuovono il partito nei loro siti o profili personali. La pagina pdl.it è poi la porta di ingresso di tutta la presenza del partito on line ed essa è una grande app, consultabile da qualsiasi dispositivo.

Facebook sì, Twitter no
La pagina su Facebook di Silvio Berlusconi, ad oggi 475mila mi piace, è aperta a tutti i tipi di commenti, che come si può immaginare, spesso non sono teneri: “Non esercitiamo nessuna forma di filtro perché ‘la moneta buona scaccia la cattiva’. Per noi è importante ascoltare i nostri, soprattutto quelli delusi e cerchiamo di rispondere a tutti”, dice Palmieri.
Su Twitter c’è l’account ufficiale del Pdl (@ilpdl), forzaSilvio.it (@forzasilvioit) ma non c’è l’account ufficiale di Silvio Berlusconi che ha dichiarato di non amare questo tipo di social network. “Non è un problema perché Twitter è lo strumento preferito dai giornalisti, va di moda ma la gente sta su facebook e qui con le tante pagine e i gruppi di sostegno andiamo fortissimo”.

L’antico amore per la tv non si abbandona
Come coniugare la passione innata del Cavaliere per la televisione ai nuovi mezzi di comunicazione? “C’è un processo di osmosi naturale – spiega il deputato – una traduzione di ciò che dice nel piccolo schermo in linguaggio di internet. Berlusconi sa bene dell’importanza dei nuovi media, ha voluto che Forza Italia fosse on line fin dal lontano ’95. Ma sa altrettanto bene che tre quarti degli italiani si informano attraverso la tv. E qui sta la sua forza”, conclude.

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