I conti corrente sono strumenti usati dalla maggior parte dei risparmiatori per gestire in sicurezza il proprio denaro. Dal momento che le banche dispongono di numerose offerte a seconda della tipologia dei clienti, per trovare quelle più valide per le esigenze di ciascuno è possibile mettere i conti corrente più convenienti del momento a confronto in modo tale da individuare velocemente un prodotto adeguato.

Proprio i conti bancari sono stati al centro della diatriba tra Cipro e Unione Europea. Dopo il primo no del Parlamento cipriota al prelievo forzoso sui conti correnti in banca e la chiusura degli istituti di credito operata dal Governo, il rischio default è stato temporaneamente allontanato con l’accordo per il prelievo sulle giacenze superiori a 100 mila euro.

 

Nonostante questo, l’instabilità delle borse permane e sembra essere tornato il pericolo contagio, soprattutto per i membri mediterranei dell’Eurozona. Per questo motivo molti italiani si chiedono quali siano i rischi per il proprio conto corrente o conto deposito, e il pensiero va al 1992, quando il Governo Amato impose un prelievo forzoso del 6 per mille.

 

Dalla Germania Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, intervistato dal quotidiano Handelsblatt, ha proposto in modo provocatorio l’introduzione nel nostro Paese di un prelievo forzoso pari al 15% su depositi e titoli per azzerare il debito pubbico italiano. Dall’Eurogruppo è arrivato un secco no a questa possibilità. Ad affermarlo è il presidente Jeroen Dijsselbloem, per il quale una misura come il prelievo forzoso non verrà applicata all’infuori di Cipro.

 

Le banche italiane hanno risposto duramente al “consiglio” di Kramer: “Commerzbank è una banca concorrente, di conseguenza non mi sembra abbia alcuna ufficialità per rappresentare la Repubblica Federale Tedesca” ha commentato il presidente Abi Antonio Patuelli.

 

Nessun rischio di prelievo forzoso, quindi, per i conti correnti italiani. Più alti invece i rischi di aumento della pressione fiscale non solo sui conti, ma anche su titoli e depositi, oltre alla recente introduzione della Tobin Tax, tassa aggiuntiva sui prodotti finanziari.

 

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