Una persona a me molto, molto cara è, in questi giorni, in ospedale, a Roma. Anche se sono ovunque esposti rigorosi orari di visita, dalla prima mattinata a tarda serata si succedono parenti e amici. Capita di sentire risate, ovunque sorrisi e carezze. Fa bene, e tanto, ai malati avere vicino i propri affetti. L’ospedale appartiene ad un ordine religioso ma è pubblico. Mai come in questi giorni ho avuto consapevolezza di quanto sia distante dalla sensibilità romana il concetto del primato della legge sul quale si fonda lo stato di diritto. Quella romana continua ad essere una cultura nella quale il sabato è fatto per l’uomo e non il contrario. In ospedale trionfa, ma qui la flessibilità della regola è orientata dall’amore o dalla compassione. Quando però, come nel resto della città, tutto ruota intorno al self-interest la flessibilità della regola si traduce in abusi ed eccessi. Solo chi onora il sabato ha diritto di non osservarlo. 

Condividi tramite