Pubblichiamo grazie all’autorizzazione dell’editore, l’articolo di Luisa Leone uscito sul numero odierno del quotidiano MF/Milano Finanza diretto da Pierluigi Magnaschi

C’è anche la golden share su tlc, trasporti ed energia all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per domattina. Lo ha comunicato Palazzo Chigi in una nota ufficiale. Con qualche mese di ritardo, visto che il provvedimento avrebbe dovuto essere approvato entro l’autunno scorso, dovrebbe perciò andare a posto l’ultimo tassello della nuova disciplina antiscalata ideata dal governo Monti. In realtà il comunicato della Presidenza del Consiglio avverte che l’analisi del testo sarà solo «preliminare» e a ogni modo il provvedimento non potrebbe comunque essere licenziato direttamente in Cdm, visto che non si tratta di un decreto ministeriale ma del Presidente della Repubblica.

Tuttavia i tempi per l’approvazione definitiva ormai dovrebbero essere davvero stretti, soprattutto se si considera la difficile situazione che il Paese sta affrontando e la delicatezza dei temi oggetto del provvedimento. L’ultimo decreto sulla nuova golden share, dopo il primo provvedimento quadro della primavera scorsa e quello sul settore della Difesa approvato in estate, riguarda telecomunicazioni, trasporti ed energia e individua le categorie di asset che in questi comparti saranno coperti dall’ombrello antiscalata.

In particolare, le ultime bozze del provvedimento anticipate da MF-Milano Finanza indicano tra gli asset tutelati anche la rete Telecom, oltre alla rete nazionale di trasmissione di energia elettrica (Terna), a quella del gas (Snam) e ai gasdotti che consentono l’approvvigionamen-to di gas da Paesi esteri (Eni). Non sarebbe coperta, invece, l’Enel.

Ancora, per quanto riguarda i trasporti dovrebbero essere tutelati dalla nuova golden share le reti ferroviarie di interesse europeo, i porti e gli aeroporti strategici. Infine, un’altra novità prevista dall’ultima bozza di decreto circolata è l’inserimento di un’eccezione all’indicazione, contenuta sempre nel documento, che i poteri speciali non siano di norma esercitati nel caso di operazione infragruppo. In particolare si prevede che la golden share possa essere utilizzata anche per le operazioni all’interno di uno stesso gruppo in caso di «minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi pubblici».

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