La base mormora, anzi sbuffa, forse s’imbufalisce, sicuramente è stupita se non spiazzata. I nomi dei candidati per il Quirinale del Movimento 5 Stelle emersi dalle Quirinarie fa discutere militanti, simpatizzanti e pure intellettuali vicini a Beppe Grillo come l’iracondo giurista Paolo Becchi che su Twitter dalla tarda mattina sta cinguettando uno stupito astio verso il nome di Romano Prodi.

I nomi più discussi

Due politici navigati (Emma Bonino e Romano Prodi), due magistrati (Gian Carlo Caselli e Ferdinando Imposimato), due giuristi (Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky), il medico fondatore di Emergency, Gino Strada, la giornalista Milena Gabanelli, il premio Nobel Dario Fo e il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo: la sorpresa più grande dei risultati del primo turno delle Quirinarie, le elezioni online con cui gli iscritti al Movimento 5 Stelle stanno scegliendo il candidato alla presidenza della Repubblica che i parlamentari voteranno in Parlamento a partire da giovedì 18 aprile, sono proprio i nomi dell’esponente dei radicali e dell’ex presidente del Consiglio.

Le critiche a Bonino e Prodi
Una sorpresa, per la verità, soprattutto per i frequentatori del blog di Beppe Grillo, dove la rosa dei dieci nomi è stata pubblicata alle ore 12 di questa mattina, e per molti deputati e senatori e attivisti del Movimento. Scelte che, rispetto agli altri nomi circolati fino a ieri tra i grillini nei meetup e sui social network, risultano piuttosto tattiche, scelte da politici navigati insomma, come osserva qualcuno. Se uno dei nomi tra quello di Bonino e Prodi dovesse risultare il più votato lunedì, infatti, sarebbe una candidatura con cui il sarebbe costretto a confrontarsi. I commenti sul blog sono scatenati contro il “servo-Prodi”: c’è chi ha “l’impressione che non abbiano ancora riparato il sito dopo l’attacco degli hacker” che l’altro ieri ha portato all’annullamento delle elezioni, ripetute nella giornata di ieri. E chi ricorda che “Prodi è quello dell’euro…”, non esattamente vicino quindi alle posizioni di un soggetto che sulla permanenza nell’euro vuole fare un referendum. Ma ce n’è anche per la Bonino: “E’ in politica dall’età della pietra” e poi è stata candidata nelle liste di Forza Italia”.

I rilievi dei parlamentari
I parlamentari che decidono di commentare non sembrano soddisfatti: il vicecapogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, invita gli iscritti ad informarsi “sulla Bonino e Prodi” perché “di aspetti negativi ne hanno tantissimi come ha ricordato Travaglio”. Giulia Di Vita, deputata anche lei, mette su twitter il link dell’articolo di Travaglio in cui il giornalista sul Fatto quotidiano spiega perché, a suo parere, non bisogna votarla: “Queste scelte mi hanno abbastanza stupito – scrive Di Vita – soprattutto perché provenienti dalla rete, bastava sfogliare un quotidiano dei tanti per leggere gli stessi identici nomi. La Bonino e Prodi sono poi espressioni tipiche della sinistra, la sinistra malinconica. Grillo è incandidabile. Dario Fo e Milena Gabanelli hanno già detto di no in svariate occasioni. Usiamola questa rete, per il voto di lunedě prepariamoci per bene su ognuno di essi e poi votiamo con consapevolezza!”. Anche il deputato Manlio Di Stefano ricorda che “Emma Bonino è donna di vecchia politica, Beppe Grillo non ha i requisiti del Non-Statuto, Dario Fo ha già declinato l’invito per problemi fisici e Romano Prodi è un po’ troppo a sinistra per avere la fiducia del Parlamento intero”.

Il commento di Grillo

Grillo da par suo si limita a far sapere, nel post in cui annuncia i risultati, che “anche ieri sono stati effettuati numerosi attacchi al sito, cosě come nel giorno precedente, ma non č stato possibile alterare la validità dei voti”. Poi esulta: “Quasi 50.000 persone hanno potuto esprimere democraticamente, senza chiedere un euro a nessuno, la loro preferenza per il Capo dello Stato. Nel frattempo la coppia Bed & Breakfast Berlusconi e Bersani decideva in segreto il presidente dell’inciucio per salvaguardare entrambi, un atto antidemocratico e ributtante”.
Quasi 50mila – 48.282 persone iscritte al M5S al 31 dicembre 2012 con documenti digitalizzati per la precisione – sono gli aventi diritto al voto in realtà. Il numero dei votanti effettivi è ancora sconosciuto, così come le percentuali prese da ciascuno (la lista è stata pubblicata in ordine alfabetico).

Le procedure a 5 Stelle

Il nome che i parlamentari del M5S scriveranno sulla scheda la prossima settimana si conoscerà al termine del secondo turno lunedì sera, al più tardi martedì mattina. Sarà uno dei dieci emersi oggi. Potrebbe quindi anche essere Prodi, nome fatto da Grillo – come ha scritto Repubblica non smentita – sia durante l’assemblea dei parlamentari della scorsa settimana nell’agriturismo vicino Roma, sia su un post il 30 marzo scorso in cui rilevava che “un Prodi cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche”. Parole che molti hanno interpretato come una sorta di ‘endorsement’.

Gli attacchi di Grillo a Prodi nel recente passato

Il Professore tuttavia non è stato esente dagli attacchi feroci del comico genovese in questi anni: “Valium Prodi”, “Alzheimer-Prodi”, tanto per fare un esempio. Ma poco tenero per la verità Grillo era stato anche con Bonino: appena un anno fa scriveva sul blog che se il Movimento 5 Stelle avesse fatto ‘boom’ alle politiche la leader radicale, “emanazione dei partiti” non sarebbe mai diventata capo dello Stato.

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