E’ ufficiale. Oltre che per l’Italia, la Commissione europea ha raccomandato al Consiglio Ue di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi per altri quattro Paesi: Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania. La soddisfazione, sia del premier Enrico Letta che del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, si unisce alla consapevolezza che degli sforzi ci attendono ancora, come ha sottolineato con le raccomandazioni il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso.

I Paesi che beneficiano della proroga per il rientro

L’Esecutivo Ue ha adottato raccomandazioni al Consiglio volte a prorogare i termini per la correzione del disavanzo eccessivo in sei paesi: Spagna, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia.

Il caso Belgio

La Commissione ha raccomandato infine al Consiglio di decidere che il Belgio non ha adottato misure effettive per porre fine al disavanzo eccessivo e di intimare al Belgio di prendere provvedimenti per correggere il disavanzo eccessivo.

Le parole di Barroso

Barroso ha messo le mani avanti. L’Italia ha ancora “un grande lavoro da fare” per il consolidamento di bilancio e le riforme, soprattutto considerato l’alto debito pubblico e la perdita di competitività negli ultimi anni, che va recuperata; tuttavia, ci sono le condizioni perché il Paese rispetti gli impegni che ha preso con l’Ue e che il governo ha assicurato saranno onorati”, ha spiegato presentando le raccomandazioni economiche specifiche per Paese dell’Esecutivo comunitario e quelle relative alla chiusura della procedura per deficit eccessivo per cinque Stati membri, fra cui l’Italia.

Il commento di Letta

Letta ha espresso “grande soddisfazione” per l’uscita dell’Italia dalla procedura Ue. “L’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione. Il merito è dello sforzo sostenuto da tutti gli Italiani, che devono essere orgogliosi di questo risultato”. “Raccogliamo il frutto del lavoro dei precedenti governi, in particolare di quello presieduto da Mario Monti, al quale va il mio personale ringraziamento. Quanto all’attuale esecutivo, l’impegno è quello di rispettare gli obblighi assunti in sede europea e di applicare il programma sul quale il Parlamento ha votato la fiducia”, ha aggiunto.

I temi da affrontare secondo Squinzi

“L’Europa ci ha promosso, siamo usciti dalla procedura di infrazione per extra deficit: E’ una svolta positiva, segnale di ottimismo, possiamo ricominciare a programmare qualche investimento”, ha detto Squinzi. Riferendosi alla Relazione fatta all’assemblea degli industriali, Squinzi ha chiarito: “Ho detto che il nord è sull’orlo del baratro, ma il discorso è generalizzato in tutto il Paese. Si parla molto della nazionalizzazione dell’Ilva: la decisione non compete a me, noi dobbiamo salvare 50 mila posti di lavoro”. In particolare, “il governo Letta ha poco più di un mese e ha cominciato a muoversi in modo corretto anche se qualche segnale, come il finanziamento cig in deroga, non è proprio come lo volevamo”.

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