Due settimane fa il premier nipponico Shinzo Abe era sulla copertina dell’Economist nelle vesti di Superman. Il settimanale britannico si occupava della cosiddetta Abenomics, la ricetta del primo ministro liberal democratico per far ripartire il Sol Levante a base di svalutazione dello yen, la moneta nipponica, e spesa pubblica.

Giovedì scorso la strategia di Tokyo ha subito le prime turbolenze. L’indice Nikkei è crollato del 7,3 per cento, il tonfo più grave dal triplice disastro terremoto, tsunami, crisi nucleare del marzo 2011. Venerdì altra altalena tra il negativo e il positivo e conclusione guadagnando uno 0,9 per cento.

Alla stesso tempo, analizza Reuters, il rendimento dei bond a dieci anni, il cui tasso d’interesse è legato alle ipoteche, è triplicato rispetto allo 0,315 per cento dei primi di aprile, quando la banca centrale nipponica ha annunciato un programma di acquisto illimitato di asset.

Gli scossoni esterni

Ciò contro cui non ha potuto la strategia di Abe sono stati gli scossoni esterni. A portare giù la borsa giovedì scorso hanno contribuito i dati sulla contrazione del manifatturiero in Cina e le frasi del capo della Federal Reserve statunitense, Ben Bernake, che hanno fatto ipotizzare una riduzione del pacchetto di stimolo dell’istituto centrale. Investitori e consumatori sembrano fiduciosi. Tuttavia, notano alcuni analisti, questa ondata di positività ha preceduto e di molto il raggiungimento di traguardi sostenibili in diverse aree chiave della terza economia al mondo.

Nelle previsioni di Abe e del governatore della Banca centrale, Kuroda, la strategia dovrebbe mettere in atto un circolo virtuoso in cui l’ottimismo dei mercati produca l’aumento dei consumi, degli investimenti e dell’occupazione, rivitalizzando la crescita.

Le case automobilistiche

Ricorda Reuters che lo yen è ai minimi sul dollaro e i tassi di interesse continuano a essere relativamente bassi con il plauso di investitori ed esportatori giapponesi. A beneficiarne saranno tra gli altri le case automobilistiche nipponiche che hanno già annunciato investimenti per l’anno in corso sebbene non sia chiaro esattamente quando saranno fatti.

La reazione dei mercati

Secondo l’analisi dell’agenzia britannica, non è tuttavia chiaro cosa farà la banca centrale nel caso i mercati dovessero voltare le spalle ad Abe. Più spesa pubblica e il rinvio dell’aumento dell’Iva non potranno andare in porto senza scalfire la fiducia sulla capacità del governo di contenere il debito già a livelli record. Il successo della strategia di Abe sta in quella che è definita la terza freccia nella sua faretra: cambi al fisco per incoraggiare gli investimenti delle aziende, sostenere l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro, liberalizzazioni nel settore dell’energia e della sanità. La Banca centrale dovrà invece tenere d’occhio i tassi d’interesse. I titoli a 10 anni hanno raggiunto un livello che per molti considerano di guardia se paragonati all’inizio di maggio. Ma restano comunque bassissimi.

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