E’ morta la Signora Franca Rame. Tutti i giornali ricordano l’artista impegnata nel sociale e attenta alla causa femminile. Io voglio ricordarla per un episodio di filantropia che ha coinvolto l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR a Pavia da me diretto.

Era l’autunno del 2008. In un intervista rilasciata ad un giornale nazionale, un ricercatore dell’Istituto, il Dott. Maga, aveva parlato delle sue ricerche su un farmaco potenzialmente utile per sviluppare un approccio innovativo nella cura dei pazienti affetti da AIDS. L’oggetto della ricerca e il fatto che tra i ricercatori ci fosse un gruppo di ragazze neolaureate (definite “precarie” dal giornalista) era un ovvio motivo di interesse per i media. Nell’intervista si sottolineava anche il fatto che la mancanza di finanziamenti poteva mettere a rischio la ricerca e la possibilità di arrivare ad un brevetto. Molti sono stati i commenti suscitati dall’articolo, stupore, critiche ovvie contro il sistema della ricerca italiana. Insomma molte parole.

Poi, in modo del tutto inatteso, siamo stati contattati dalla Signora Rame che si è offerta di sostenere la ricerca. E così è stato. A dimostrazione che molto si può fare anche in questo paese, nel giro di pochi mesi è stato possibile concretizzare questa offerta e attivare un posto di ricercatore CNR a contratto per tre anni interamente pagato da Franca Rame. Un posto usufruito una giovane ricercatrice selezionata tramite pubblico concorso. Un bel gesto della Signora Rame che offre spunti di riflessione sia sul valore di comunicare la scienza sui mass media sia sul supporto che i privati possono dare allo sviluppo della ricerca in questo paese.

Non è molto frequente che privati cittadini decidano di finanziare direttamente la ricerca, magari incontrando i ricercatori. La Signora Franca Rame con il suo gesto può essere un esempio.

Ancora una volta, GRAZIE

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