Si ‘ri-apre’ il cantiere per ‘ri-fondare’ la sinistra nel segno del ‘Socialismo del XXI° secolo’, oltre il comunismo: un vecchio ritornello che nessuno canta piu’. Un giochetto stantio ma accattivante e seducente, quando si manifesta, e quindi e’ impossibile negarla, la crisi d’identita’ culturale e politica, che getta nella delusione e nella disperazione milioni di persone. E’ stato cosi’ sei anni fa, nel 2007, ed e’ cosi’ oggi, nel 2013. Nel 2007 si vago’ in giro per settimane e mesi in cerca della Titina – la cerco e non la trovo – ossia il ‘nuovo soggetto politico’ che avrebbe dovuto saldare assieme pezzettini sparsi della sinistra: il Prc di Fausto Bertinotti, il PCd’I di Oliviero Diliberto, la Sd di Fabio Mussi, Cesare Salvi e Gavino Angius, a sinistra del Partito Democratico di Valter Veltroni, nato il 10 ottobre dalla ‘fusione a freddo’ tra gli ex-Pci divenuti ex-Ds e gli ex-Dc divenuti Ppi e Margherita. Il 18 aprile 2008 fu la catastrofe, piu’ o meno come il Fronte Popolare del 18 aprile 1948, quando invece del ‘vento del nord’ arrivo’ il trentennale regime della Dc! La ‘Sinistra Arcobaleno’, somma dei quattro partitini a sinistra del Pd, fu cancellata dal Parlamento ed il Pd riformista versione ‘Yes We Can’ di Veltroni fu sconfitto da Silvio Berlusconi. Oggi, davanti alla drammatica decisione del Pd di Pier Luigi Bersani di piegarsi ‘obtorto collo’ al governo di ‘larghe intese’ con il Pdl di Silvio Berlusconi e Scelta Civica di Mario Monti, subito seguito a ruota dal microscopico Psi di Riccardo Nencini – scelta cosi’ repentina da far rivolgere l’attenzione a qualche ‘pilota automatico’ – rieccheggia il ritornello di ‘ri-aprire’ il cantiere per ‘ri-fondare’ la sinistra da parte della stonatissima Sel del ‘san paolino’ Nichi Vendola, alleata del Pd nel centro-sinistra che si e’ affermato ma senza vincere alle elezioni. Appuntamento l’11 maggio a P.zza dei SS.Apostoli – guarda il caso! – per l’apertura  dell’ennesimo cantiere con gli stessi protagonisti del 2007, tranne ‘Fausto il rosso’ che con i milioni di nuovi poveri in strada conserva per se benifici e privilegi spettanti al Presidente dell’inutile Fondazione della Camera. Giochetto vecchio, anche un po’ scemo, da ‘fratelli-coltelli’ per drenare, qua e la’, qualche deluso del Pd facendo sfoggio di ‘purezza’ ed ‘illibatezza’ o qualche socialista ‘senza fissa dimora’ con le parole magiche ‘Socialismo europeo’ o qualche estimatore del prof. Stefano Rodota’, divenuto la bandiera della ‘ri-fondazione’ di un pezzettino dell’ex-Pci a trazione ‘catto-comunista’ e con una base che lambisce appena il 3%, in valori assoluti circa 900 mila voti. Come se Rodota’ fosse uno sbarbatello della politica, non avesse dietro di se una storia politica precisa: vicinissimo al ‘costituente’ Lelio Basso, radicale in gioventu’, deputato eletto come indipendente nelle liste del Pci, poi del Pds e tra i fondatori del Pd. Un laico ed un ‘riformista rivoluzionario’ – come il suo ‘maestro’ costituente – ma soprattutto persona dal pensiero autonomo. Non e’ dunque la ‘sinistra’, come insieme di persone che vorrebbero ‘vivere’ la vita di un partito, che manca, quel che manca da tantissimo tempo in Italia e’ dirsi “Socialisti e fieri di esserlo!”, come possono fare 27 paesi europei che aderiscono ‘senza se e senza ma’ al Partito Socialista Europeo e anche all’Internazionale Socialista. A cui aspirava Bruno Trentin, un ‘comunista eretico’, laico e ‘riformista rivoluzionario’ come Basso e percio’ messo in soffitta: “Comprendo la preoccupazione di De Mita di non finire almeno per ora nell’Internazionale Socialista. Sono pero’ sicuro che De Mita comprendera’ le intenzioni di persone come me di partecipare a questo processo unitario e nello stesso tempo di ‘voler morire socialista‘. Comprendo Chiamparino quando si dichiara sindaco di tutti e conseguentemente un uomo di centro, ma credo che non debba dimenticare che e’ stato eletto sulla base di un programma anche anche nazionale che sa distinguere tra operai e banchieri, fra salario, profitto e rendita”. Se, come sostiene il politologo Marco Revelli, “la nuova casa della sinistra, se sapra’ sorgere, dovra’ esser costruita lontano da Bisanzio, dai veleni del Palazzo, dai giochi e dai tiri incrociati di un ceto politico esaurito, dalle macerie del centro-sinistra”, essa dovra’ avere, per non restare un’entita’ astratta e per non ricadere nella coazione a ripetere, un indirizzo preciso e solide fondamenta culturali. Per l’indirizzo, non puo’ che essere quello del Partito Socialista Europeo. Per le solide fondamenta culturali – lo ha dimostrato il riuscitissimo ed affollatissimo incontro di ieri all’Eliseo con Stefano Rodota’ organizzato dal settimanale ‘Left’, una evoluzione di quello del 10 novembre con Pier Luigi Bersani – c’e’ a disposizione lo straordinario patrimonio di conoscenza della realta’ umana: la teoria della nascita e la prassi quarantennale, unica ed originale, di ricerca, formazione e cura: l’Analisi Collettiva di Massimo Fagioli.

 

 

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