C’è già chi, come Gianfranco Rotondi, parla di “colpo di stato”. I toni, dopo la rumorosa sentenza di Milano per il processo Ruby, sette anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici, si alzano a dismisura.

La tentazione da parte di entrambi gli schieramenti è di far saltare il tavolo di questa “strana maggioranza”, mai davvero digerita né da una parte né dall’altra.

Da un lato, il Partito Democratico potrebbe approfittare della sentenza come scusa per escludere il Pdl dall’esecutivo e farne nascere uno nuovo, il famoso “governo di cambiamento” di bersaniana memoria, con Sel e i ribelli del M5S.

Dall’altro, il Pdl potrebbe staccare la spina dell’esecutivo e spingere per il voto anticipato in nome della “persecuzione giudiziaria” del suo leader e di un complotto “universale” per eliminarlo dalla scena politica.

Questi sono gli scenari peggiori ma che un certo Pd e un certo Pdl potrebbe scegliere di percorrere in nome di un “nemico” da combattere, si chiami esso Berlusconi o magistratura.

Per questo ci auguriamo invece che a prevalere siano il Pd e il Pdl più responsabili, che in nome del bene del Paese scelgano il governo Letta. 

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