All’orizzonte si intravedono nuovi rialzi dei tassi d’interesse, investire in buoni postali sembra la soluzione migliore per schivare le insidie del mercato.

 

Non tutti hanno una laurea in economia e sanno vita morte e miracoli di tutti i vantaggi e svantaggi del conto di Tizio, di Caio e di Sempronio. Quelli che ce l’hanno sono a posto, quelli che non ce l’hanno invece possono decidere di mettere i conti correnti delle migliori banche a confronto, in modo da raccogliere le informazioni necessarie a trovare il più vantaggioso e adatto a loro.

 

In un momento nel quale il mercato è caratterizzato da una pesante crisi di liquidità, risparmiare qualcosa per tentare la via dell’investimento non è cosa semplice. Il fatto che all’orizzonte si intraveda la possibilità che i tassi d’interesse tornino a salire potrebbe tuttavia spingere più di un utente a rischiare e anche gli stessi Btp, tornati sulla cresta dell’onda dopo anni di turbolenze, potrebbero tornare ad essere inclusi nel dossier titoli del proprio conto corrente da risparmiatori ed investitori.

 

La ritrovata fiducia di questi ultimi verso i Titoli di Stato (nel frattempo gli italiani avevano puntato con decisione sui conti deposito online, ndr) potrebbe indurli a riconsiderarli per creare un portafoglio investimenti, ma stando a quanto rilevato da alcuni analisti non si tratterebbe della scelta più remunerativa. Il Btp costa infatti meno di altri titoli ma rende più interessi quando presente un maggiore tasso di rischio, viceversa il suo prezzo aumenta al diminuire del rischio e dunque al decrescere del tasso d’interesse riconosciuto all’investitore.

A completare il quadro il fatto che la cedola garantita non si adegua all’eventuale aggiornamento dei tassi, e dunque, se come previsto i tassi risaliranno, tutti i Btp acquistati qualche mese o settimana fa perderebbero parte del proprio valore.

Queste considerazioni inducono gli analisti a consigliare prodotti d’investimento differenti, che possano risultare rimborsabili senza penali, anche prima della scadenza, oppure che siano di durata ridotta o presentino un tasso variabile: tra questi figurano Cct e buoni postali.

Buoni e libretti postali non prevedono infatti perdite in conto capitale (non sono quotati sul mercato ma semplicemente emessi e rimborsati dalla Posta), ed in caso di rialzo dei tassi i titolari non dovranno fare altro che monetizzare quelli “vecchi” ed acquistarne altri più redditizi.

Per l’investitore comunque intenzionato a puntare sui titoli di Stato la via dei Cct è maggiormente preferibile rispetto a quella dei Bot; i Cct presentano infatti una cedola variabile e proporzionata all’andamento dei tassi, e considerata la previsione di un imminente rialzo non resta che approfittarne.

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