Secondo Deloitte, l’impetuoso sviluppo della telefonia mobile in Africa ha prodotto la nascita di cinque milioni di posti di lavoro nel giro di 10 anni.

La tecnologia mobile domina l’immaginario del cittadino di oggi e presenta una crescita esponenziale in termini di sviluppo economico e capacità di innovazione. Chiunque possiede una connessione internet in casa e almeno un’altra su un dispositivo portatile. Attraverso internet, tra l’altro, è possibile porre le tariffe di telefonia a confronto e ottenere riduzioni sulle spese fisse del canone mensile. Il web collega persone da parti opposte del mondo, consente di acquistare qualsiasi bene e servizio con pochi clic. E l’industria del mobile sta compiendo in questi anni un’impresa ancora più grande, aiutando l’Africa a creare posti di lavoro e a generare ricchezza.

La società di consulenza Deloitte ha realizzato un rapporto per conto della Gsm Association con lo scopo di analizzare l’impatto occupazionale prodotto dalla crescita del servizio di telefonia mobile nel continente africano.

Stando ai dati diffusi, in soli 10 anni sarebbero nati oltre cinque milioni di posti di lavoro, segno evidente di come lo sviluppo della tecnologia (in questo caso della telefonia mobile, con dispositivi smartphone e affini) possa rappresentare un importantissimo sbocco occupazionale, oltre che un motivo di crescita culturale e sociale.

Lo stesso rapporto del francese Rèseau Télécom conferma la crescita occupazionale di un mercato tutt’altro che saturo (basti pensare che il 36% della popolazione africana è ancora sprovvisto di un cellulare), evidenziando al contempo la crescita imponente del numero di internet point o di società che forniscono servizi di telecomunicazioni nel continente.

Stando alle stime fornite da Deloitte, Nigeria, Costa d’Avorio e Kenya sono i paesi più attivi, con, rispettivamente, 400 mila, 200 mila e 250 mila lavoratori complessivi impiegati direttamente o indirettamente nel settore. Si tratta di numeri destinati certamente a lievitare, soprattutto se si considerano le enormi potenzialità di un mercato, come accennato prima, tutt’altro che saturo.

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