“Cosa ci azzecca l’immigrazione e l’eventuale integrazione con le competenze di un’oculista come la ministra Kyenge? Ovviamente niente!”.
Giovanni Sartori, riportato da de Bortoli sulla prima pagina del “Corriere”, ha spostato il dibattito dall’insulto, imperdonabile, del bossiano Calderoli alla governante dalla pelle scura alle ragioni, sinora non note, della sua nomina a ministra: “A chi deve la sua immeritata posizione la nostra brava Kyenge Kashetu? Tra i tanti misteriosi misteri della politica italiana, questo sarebbe davvero da scoprire. Un’altra raccomandata, anch’essa di ferro (da chi?), è la Presidente della Camera, Boldrini. In questo caso, le credenziali sono davvero irrisorie. Molta sicumera, molto presenzialismo femminista ma scarsa correttezza e anche presenza nel mestiere che dovrebbe fare”.

In queste ore, i renziani, sbagliando, stanno mitragliando Alfano, sul pasticciaccio brutto delle 2 cittadine kazake rispedite in patria, per affondare, con il segretario del Pdl, anche il governino Letta. Commettono, tuttavia, un grave errore in quanto non dovrebbero utilizzare carenze ed errori del governo per trarne benefici nella corsa alla leadership del Pd.
Certo, il titolare del Viminale non ha fatto una bella figura.
Ma l’analisi sartoriana ha spostato  il tiro sull’inadeguatezza di buona parte della compagine ministeriale, oltre che della Presidente, di Sel, della Camera.
Se al “Letta uno” seguirà un “Letta 2”, il premier dovrà recepire il consiglio di Sartori,  formando “un buon governo di persone giuste al posto giusto”.
L’Italia si trova in una situazione economica gravissima,  con una disoccupazione giovanile senza precedenti.  E, dunque – come dar torto al professore fiorentino?- “non si può permettere governi combinati (o meglio scombinati) da misteriose raccomandazioni di misteriosissimi poteri. Siamo forse arrivati alla P3?”.

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