I costi per i pagamenti tramite carta di credito o bancomat sono giudicati troppo alti ed un ostacolo alla diffusione della moneta elettronica.

 

Alzi la mano chi non possiede almeno una carta di credito: dalle prepagate alle tradizionali carte a saldo, i consumatori italiani le utilizzano per tutti gli acquisti, sia online che presso i vari negozi. Chi ancora non ne possiede una può mettere le carte di credito dei migliori istituti di credito a confronto, in modo da capire cosa il mercato fornisce oggi al consumatore.

 

Da Bruxelles il Commissario europeo per la concorrenza, lo spagnolo Joaquin Almunia, annuncia che l’Ue ridurrà le commissioni per le transazioni con carta di credito o di debito (il bancomat) per togliere ogni ostacolo ad un uso più diffuso di tali strumenti di pagamento. Il regolamento è già pronto e prevede che per un periodo transitorio di 22 mesi si applichino commissioni ridotte per le operazioni transfrontaliere, poi anche a quelle nazionali.

 

Il livello delle commissioni per i pagamenti con carta di credito o debito viene decisa dai circuiti Visa e MasterCard, verso cui recentemente l’Antitrust ha aperto una procedura. Proprio per rifarsi di questi costi i venditori tendono ad alzare i prezzi per chi decide di pagare con la carta, cosa più evidente ad esempio per l’acquisto dei biglietti aerei.

Attualmente si calcola che il totale dei costi per i pagamenti con carta siano in Europa pari addirittura all’1% del Pil, circa 130 miliardi. Ecco perché dalle autorità europee arriva la proposta di porre un limite dello 0,2% della somma per le transazioni con il bancomat e dello 0,3% per le transazioni con le carte di credito, abbassando così notevolmente l’attuale massimo dell’1,5% per rendere praticamente indifferente ai commercianti l’accettare il pagamento elettronico rispetto a quello in contanti.

Tra le voci discordanti riguardo al provvedimento c’è Javier Perez, il presidente di MasterCard Europe, che afferma: “Pur condividendo gli obiettivi della Commissione, temiamo che alcune proposte legislative, come per esempio i limiti imposti alle commissioni interbancarie o la norma che impone ai commercianti di accettare tutte le carte, possano in realtà danneggiare e penalizzare i consumatori e i piccoli commercianti, ostacolando la concorrenza e l’innovazione nel panorama dei pagamenti europei”.

Di parere opposto il Commissario europeo Almunia, che così risponde: “Le commissioni interbancarie pagate dai dettaglianti finiscono col rincarare i prezzi per i consumatori, i quali non soltanto non ne sono consapevoli, ma sono addirittura incoraggiati, tramite l’offerta di premi, a usare le carte più redditizie per le loro banche; i dettaglianti risparmieranno molto grazie all’abbassamento delle commissioni da pagare alle banche e i consumatori beneficeranno di prezzi al dettaglio inferiori”.

In realtà c’è da dire che i commercianti potranno applicare prezzi maggiorati in caso di pagamento con carte che non siano soggette a massimali, come quelle di schemi a tre parti quali Diners o American Express e le carte aziendali, oppure rifiutare i pagamenti con tali carte: i costi più elevati di questi strumenti verranno così in teoria fatti pagare a chi ne usufruisce anziché venire suddivisi anche con gli altri consumatori.

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