Si riaccende la violenza in Libano, in uno dei quartieri dominati da Hezbollah. Un’autobomba è esplosa nel parcheggio del Centro di cooperazione islamica di Bir al-Abed, zona sciita di Beirut, lasciando un bilancio di almeno dieci feriti.

George Kettaneh, direttore delle operazioni della Croce Rossa, ha confermato che ci sono bambini tra i feriti e che sono stati ricoverati nell’ospedale di Bahma in gravi condizioni.

Una prima ipotesi sostiene che una bomba sarebbe esplosa nelle vicinanze di Bir Al-Abed, specificamente nel parcheggio della scuola Al-Hussein Bin Alí e sede del Centro di cooperazione islamica nel sud della capitale libanese.

Secondo la tv Al-Manar, strumento mediatico di Hezbollah, l’esplosione ha causato danni in diversi palazzi. Sostengono anche che si è creato un cratere di due metri di profondità e che si possono ancora osservare le fiamme dell’incendio. Il fumo è visibile lungo vari chilometri.

Il deputato Alí Amar, membro dell’organizzazione, ha detto che in questo attentato c’è il segno di Israele e che “è stato eseguito da sostenitori del progranmma americano-israeliano”. Amar ha detto che le forze di sicurezza e i giudici devono aprire un’inchiesta su questo attentato.

Sempre secondo Al-Amar, due persone sono state detenute e nelle prossime ore cominceranno i loro interrogatori per capire chi sono i mandanti dell’esplosione che oggi scuote il Libano.

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