Cosa cambierà per le aziende e gli utenti italiani nell'analisi dell'Osservatorio della Rete

L’esperienza di un utente di Internet in Italia sta per essere migliorata senza grandi sforzi grazie a una modifica introdotta dall’Autorità Antitrust che ha rimosso l’obbligo di interconnettere le reti in maniera gratuita tra operatori.

È un grande passo avanti nella direzione che tutta Europa ha già preso da tempo. Anche se a un non addetto ai lavori, può non apparire una grande innovazione, in realtà siamo certi che ci farà recuperare molto tempo perso. Ecco perchè.

Come già da tempo in tutta Europa, le interconnessioni tra le reti degli operatori italiani saranno fondate su precisi rapporti di peering, contratti per regolare la qualità del servizio su Internet.

In questo modo l’Antitrust italiano ha inteso tagliare quel cordone ombelicale che finora ha permesso ai piccoli operatori, ed anche a molti grandi, di profittare di interconnessioni gratuite ed opache con la rete storica di Telecom Italia.

La vera rivoluzione consiste nel nuovo modo di interconnettersi, più moderno e funzionale, tra operatori, che apporterà grandi vantaggi per gli utenti e per i fornitori di contenuti e servizi on line.

Infatti, se finora l’esperienza di Internet per un utente italiano, non è stata particolarmente appagante un motivo, forse non uno solamente, c’è. E il principale, quello che può essere sanato da subito, è stato lasciare che gli operatori potessero interconnettersi a proprio piacimento e gratis.

È una grande innovazione quella di essere riusciti a migrare i sistemi da un modello open – pensato agli albori di Internet, prima addirittura dell’avvento di Telecom Italia stessa – per approdare ad un modello più europeo basato su una piattaforma capace di collegare tra loro le reti di tutti gli operatori, compresi i fornitori di contenuti, al fine di offrire
gli stessi con una qualità garantita.

E qui arriviamo al punto. Non è più una questione di velocità di picco della connessione a lasciarci indietro nelle classifiche internazionali. Non importa solamente quanto è performante la rete.

Quello che serve ora è che il sistema venga ammodernato anche a livello di interconnessione tra le reti degli operatori, per definire  meglio i rapporti di peering tra gli stessi.

Sembra difficile ma non lo è. Consideriamo che se così non fosse, si vanificherebbero perfino gli ingenti investimenti che richiedono le reti di nuova generazione.

Facciamo qualche esempio. Cosa me ne faccio di una connessione ultrabroadband a 100mb/s se l’esperienza d’uso di un servizio per me particolarmente utile (es. cloud) resta identica quando invece vorrei fosse privilegiata per le ragioni che fanno comodo alla mia azienda?

Lo stesso dicasi per altri ben noti servizi e contenuti offerti dagli Over the Top. Da oggi, vedere o caricare un video su Youtube potrebbe essere più facile e più veloce rispetto a prima.

Come sovente accade, c’è già chi si oppone di fronte a questa ventata di novità. Che poi ­ parliamoci chiaro – è una novità solo per l’Italia perchè nel resto d’Europa già si ragiona in questi termini.

Si tratta solo di spendere poche migliaia di euro in più, che per il business di un operatore sono noccioline.

Alcuni operatori, invece non dovranno nemmeno sostenere costi aggiuntivi vista la sinallagmaticità del rapporto che lega gli interessi dei player ad essere interconnessi in un certo modo. Sottolineo, in un certo modo, perchè è chiaro che le cose non potevano più andare.

Eppure fintanto che c’è entropia, data soprattutto dai più piccoli che non accettano la scommessa dell’Antitrust, ossia quella di tagliare il cordone ombelicale che li ha nutriti per anni con il grembo materno di Telecom Italia, molti resteranno ancorati al passato e alcuni inevitabilmente finiranno per chiudere, potendo ma non volendo accettare la sfida del futuro.

Una battaglia di retroguardia la stanno conducendo anche alcuni centri di interessi che finora hanno vivacchiato proprio sui rapporti di peering tra operatori che andranno ad essere migliorati. Un po’ come in tutte le organizzazioni che sono costrette dalla sfida tecnologica, dovranno anche loro accettare di modernizzarsi. Ma non sarà semplice perchè anche in questo, in Italia, siamo campioni.

Ci sono e vanno considerate anche altre questioni legate soprattuto al rispetto dell’ambiente, in quanto potrebbero apparire ben sufficienti le centrali telefoniche che già ci sono, ossia quelle di Telecom Italia, per interconnettersi. Un gran bel risparmio di energia elettrica e di spazi ulteriori per ottenere un ecosistema Internet di qualità e prestigio, finalmente anche in Italia.

Osservatoriodellarete.net

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