“le leggi del nostro paese si stanno rimettendo in pari con la verità fondamentale che milioni di americani hanno nei cuori”. così, leggo sul foglio del 27 giugno, il presidente barack obama ha commentato la sentenza della corte suprema che ha dichiarato incostituzionale la parte del defense of marriage act del 1996 che sanciva il matrimonio come unione esclusiva di uomo e donna.

non mi interessa qui commentare la sentenza, le cui motivazioni non conosco, piuttosto la riflessione di obama che apre nuovi, inesplorati orizzonti per il diritto.

il presidente usa, infatti, nel dichiarare che le “leggi” si stanno mettendo in pari con “la verità fondamentale” sembra invocare la legge naturale come supremo giudice del diritto positivo. immagino che questa invocazione abbia fatto rabbrividire quanti credono che “auctoritas non veritas facit legem”.

ma ancor più credo che siano rabbrividiti i giusnaturalisti.

per obama, infatti, la verità alberga nei “cuori” (e non già nell’intelletto) di “milioni” (non di tutti) di “americani” (e la restante umanità?).

stante la conclamata volubilità dei cuori degli americani c’è da chiedersi quante volte ancora le leggi dovranno mettersi in pari con la verità (in ogni caso, urgono corsi di psicologia per legislatori e giuristi, e forse non solo per loro).  

 

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