confesso che mi ha turbato il commento del ministro cancellieri: “gli avvocati … le grandi lobby che impediscono che il paese diventi normale”. mi ha turbato non perché anche io appartengo alla categoria degli avvocati; non perché ritengo che gli avvocati tutto siano tranne che una “grande lobby”; non perché sia convinto che se gli avvocati sono una “grande lobby” allora questo paese è veramente anomalo.

mi ha turbato in quanto è espresso da un autorevole esponente di una classe dirigente che ogni giorno si inchina al “giudizio dei mercati”. i mercati sono l’apoteosi dell’individualismo e de self-interest. al loro giudizio è estraneo il bene comune e la legge in cui credono è quella del più forte.

In un sistema che ripudia la virtù per l’egoismo e l’interesse generale per quello individuale perché ci si scandalizza se le lobby si attivano per il proprio particulare? come si può pretendere che lo sacrifichino all’interesse generale quando questo sacrificio non è richiesto ai mercati?

in un sistema nel quale il bene comune ha perso ogni connotato morale ed è il risultato dell’incontro e scontro tra gruppi di interesse, le lobby sono il sale della terra. perché nel momento in cui viene meno ogni presidio ideale, la protezione del singolo è affidata solo alla sua capacità di aggregarsi, di diventare lobby. è la legge del più forte, ma almeno tutti hanno l’illusione di poterlo diventare, prima o poi.

 

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