roma antica: chi osava dubitare del merito delle persone destinate a qualche carica pubblica dall’imperatore era perseguito per sacrilegio o lesa maestà. leggo nel trattato delle virtù e dei premi di giacinto dragonetti: “la legge (De crimine sacrilegi) con cui gli imperatori romani trattavano come sacrilegio il dubitare del merito di quelli che essi innalzavano agli impieghi, fu una testimonianza del loro potere dispositivo resa all’obbligo che hanno i principi di scegliere i meritevoli”.

altri prìncipi, altri principi, altri tempi…

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