Se il Sole 24 Ore non si scalda troppo sulle privatizzazioni, un’altra testata economica invece si eccita. Il settimanale il Mondo, infatti, non ha aspettato l’annuncio seppure solo abbozzato di ieri del premier Enrico Letta da Atene per perorare la causa delle dismissioni, e non del patrimonio immobiliare pubblico ma anche di quote del Tesoro in società quotate.

La copertina del 29 datato 26 luglio del settimanale diretto da Enrico Romagna Manoja non lascia spazio a dubbi: “Il tesoro nascosto di Letta”, titola il settimanale di economia e finanza del gruppo Rcs, enfatizzando la notizia che “il governo vuole riaprire il dossier che vale almeno 80 miliardi di euro. Da Poste a Ferrovie, da Rai a Eni, Enel e Finmeccanica“.

“Addio zavorra di Stato”, è il titolo del servizio di copertina in cui si sostiene, come da occhiello del pezzo, che “i conti pubblici spingono una nuova ondata di vendite del patrimonio”. “Con un debito da 2mila miliardi e una spesa per interessi che sfiora i 100 miliardi l’anno – è la tesi del settimanale di economia e finanza della Rizzoli-Corriere della Sera – le cessioni diventano sempre più necessarie”.

Il “giardinetto” da vendere, secondo il Mondo, vale 80 miliardi di euro, comprendendo anche le quote che ministero dell’Economia e Cassa depositi e prestiti posseggono, comprese quelle in Eni, Enel e Finmeccanica.

Ma è davvero questa l’intenzione del governo? Urge chiarezza.

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