La politica italiana vive una fase convulsa in cui i giorni in cui la crisi sembra irreversibile si alternano con giorni in cui la stabilità sembra prevalere.

Oggi il bollettino meteo del Palazzo ha registrato un clima teso ma tendente al rasserenamento. Il segnale distensivo è arrivato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. È stato lui a rompere il riserbo del governo ed anticipare l’orientamento sulla questione Imu. La tassa sugli immobili rappresenta infatti uno dei dossier più scottanti per Palazzo Chigi e Mef. L’impegno di abolirla fa parte delle condizioni che hanno consentito la nascita dell’esecutivo di Enrico Letta.

Dopo un lungo tira e molla, più mediatico che non effettivo, Baretta ha confermato che si lavora per cancellare definitivamente il pagamento della prima rata dell’Imu per poi passare ad una più complessiva riorganizzazione fiscale volta a garantire sia una continuità nelle entrate degli enti locali che una maggiore equità per i contribuenti. L’impegno è per definire una “service tax” che auspicabilmente dovrebbe conseguire questi risultati.

Il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, ha sì replicato mettendo una serie di paletti (o bandierine di partito, che dir si voglia) ma sostanzialmente confermando che la strada tracciata da via XX settembre va nella direzione giusta. In un momento di grandi tensioni nella maggioranza, questa novità è significativa.

Il ministro Fabrizio Saccomanni e il nuovo Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, devono d’altronde fare i conti non solo con i fortissimi vincoli europei ma anche con un sistema di contabilità pubblica la cui intellegibilità e capacità di riforma richiede tempo. Il dialogo operoso e costruttivo avviato ormai da qualche tempo fra ministero e forze della maggioranza, con un ruolo particolarmente incisivo svolto dal pidiellino Daniele Capezzone, potrebbe dare luogo ad intese dal valore politico inestimabile.

Smontare la trappola Imu significa infatti per il governo conquistare quell’ossigeno vitale per affrontare le turbolenze che vengono dalle questioni giudiziarie e dalle sorti (non solo) personali di Silvio Berlusconi. La rondine oggi è volata. Vedremo settimana prossima se, smentendo i meteorologi che annunciano il diluvio della crisi, seguirà una nuova stagione primaverile.

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