A breve si terrano le elezioni in Germania. Ma cosa sappiamo dei contendenti?

La due volte cancelliera Angela Merkel è amata e odiata un po’ ovunque. Anche in Germania. Il suo rigore è però espressione di una certa politica e di un modo di intendere l’impegno politico che noi in Italia, mi spiace dirlo, difficilmente si vede a destra come a sinistra.

Della cancelliera si sanno molte cose. Si candida per avere un terzo mandato e la sua campagna elettorale è stata fitta di appuntamenti, incontri con le persone dal nord al sud della Germania, oggi ha partecipato alla prima commemorazione ufficiale a Dachau di un capo di governo tedesco.

Lo sfidante è il 66enne Peer Steinbrück , candidato alla cancelleria in quota SPD. Iscritto all’SPD da 44 anni, come dice lui, in politica attivamente da diversi decenni , non più giovane e padre di tre figli, tutti sopra i trent’anni.

Nell’intervista realizzata con il Blogger Tilo Jung,  Steinbrück scherza all’inizio sulla videocamera, che dice essere troppo piccola per riprendere tutto e ai giovani repoter che gli mostrano che è tutto regolare lui risponde “siete già nel 22esimo secolo”.

In effetti, i candidati alla cancelleria sono tutti piuttosto anzianotti e pensare che in Italia ci lamentavamo. Ma personalmente sono sostenitore dell’idea che siano passione, intelligenza e sostanza le cose importanti, non l’età di per sé. Sono contro il giovanilismo e contro il senilismo. Avanti chiunque abbia buone idee e sappia realizzarle.

Ma torniamo a Steinbrück. Nell’intervista il candidato dell’SPD tocca alcuni degli aspetti importanti della sua idea di politica e le questioni che lo pongono in contrapposizione con la CDU di Frau Merkel. L’intervista è rigorosamente in tedesco, aggiungerò il link a fondo pagina, per chi volesse almeno vedere, cercherò di riassumere molto brevemente gli aspetti fondamentali dell’intervista.

Parlando del suo impegno per una politica che guarda al futuro, il primo tema che viene toccato è quello delle donne e del lavoro. Offrire alle donne una maggiore possibilità di scelta affinché il loro ruolo non sia quello pensato dalla CDU (dice Steinbrück) di restare a casa. Poiché le donne non devono dover scegliere tra il crescere i propri figli e l’avere un lavoro, devono poter gestire entrambe le cose.

Durante l’intervista emerge anche che Steinbrück ha vissuto molto positivamente l’esperienza di co-governo del 2008 con Frau Merkel, quando era ministro delle finanze. Ha detto, infatti, che erano una traumpaar , ossia la coppia perfetta,e che hanno lavorato bene in condizioni molto particolari di grave crisi in tutta Europa.

Le risposte che Steinbrück  offre sono definite da Der Spiegel, “argute” perché a domande molto dirette il candidato SPD ha dato risposte molto convincenti e pulite. Infatti, nelle interviste di questo tipo il rischio di apparire non convincenti e approssimativi è grande, e ai tedeschi questo non piacerebbe.

Già da qua si legge una distanza siderale rispetto alle solite interviste da campagna elettorale in Italia dove l’avversario è, almeno in occasione del periodo pre-voto, il nemico da abbattere su cui è lecito sparare a zero, anzi più si spara meglio è.

L’intervista si caratterizza da momenti di ilarità e di serietà, il blogger lo incalza su temi “giovani” e Peer Steinbrück non si tira indietro, vuole parlare con i giovani e anche il fatto di aver scelto di sottoporsi ad una intervista di questo tipo lo dimostra.

Nella parte iniziale dell’intervista Peer Steinbrück parla anche di possibili alleanze, per esempio con i Verdi, con i quali, dice, condividono progetti sul lavoro, le donne e sopratutto i giovani. Una delle cose che Peer Steinbrück dice, schioccando le dita, è che c’è l’intenzione di portare la retribuzione oraria per ciascun lavoratore a non meno di 8,5 euro l’ora. Un proposito importante, considerando che ci sono lavori in cui la retribuzione arriva a stento a 6 euro 6,5 euro nette l’ora (per esempio i call center, e per i camerieri a volte si può arrivare anche a meno).

L’intervista ha toccato innumerevoli aspetti della situazione internazionale, della condizione dei finanziamenti e della riforma delle banche e dei pagamenti, della tassazione e degli aiuti al Sud Europa (tasto molto delicato per i tedeschi oggi) a cui è dedicata una parte importante dell’intervista e infine, la questione dello spionaggio e della sicurezza online degli utenti. Bellissimo ciò che dice dell’idea di Europa e dell’impegno che vede nella realizzazione di un’Europa davvero unita, ossia la creazione di una vera pace e di una terra libera dalla paura, perché ciò che i nostri padri e nonni hanno vissuto non debba mai più ripetersi, e il riferimento è ovviamente al nazismo e poi alla dittatura comunista.

Quello che mi ha colpito di questa intervista è la limpidezza (per quanto in lingua tedesca, che garantisco non è così semplice da comprendere in tutte le sue sfumature), la semplicità con cui ha risposto alle domande anche serrate del giornalista, che sui temi economici e delle tassazioni richiamava spesso il fatto che “lei è stato ministro delle finanze, perché non lo ha fatto?” e la sua normalità. Nessun attacco è stato fatto nei confronti dell’avversario politico, come persona, nessuna offesa e nessuna divagazione. A domanda precisa una risposta precisa. Ha esposto idee e piani politici e questo, secondo me, è ciò che un politico dovrebbe fare, ossia parlare delle cose da fare e di come s’intende fare.

L’intervista integrale è disponibile cliccando >> qui << 

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