La parola definitiva di Giorgio Napolitano alla fine è arrivata. La nota diramata poco prima delle venti spegne le speranze del Pdl per un eventuale salvacondotto quirinalizio che restituisca l’agibilità politica a Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva dalla Cassazione. Anche se non chiude completamente la porta a un eventuale futuro atto di “clemenza individuale”.

“Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto. Ciò vale dunque nel caso oggi al centro dell’attenzione pubblica come in ogni altro” scrive il presidente della Repubblica che chiarisce anche di non aver mai ricevuto domanda di grazia: “In quanto ad attese alimentate nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta”. Il capo dello Stato descrive poi la procedura per questo tipo di provvedimento e arriva a ipotizzare “un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull’esecuzione della pena principale”. Ma per questa valutazione è “essenziale è che si possa procedere in un clima di comune consapevolezza degli imperativi della giustizia e delle esigenze complessive del Paese”.

In ogni caso il Colle esclude che Berlusconi possa finire in carcere: “A proposito della sentenza passata in giudicato va ribadito che la normativa vigente esclude che Silvio Berlusconi debba espiare in carcere la pena detentiva irrogatagli e sancisce precise alternative, che possono essere modulate tenendo conto delle esigenze del caso concreto”.

Il capo dello Stato si dice comunque consapevole dei rischi che la condanna del leader del Pdl può provocare nel governo di larghe intese ma bolla come “arbitrarie e impraticabili” le ipotesi di scioglimento delle Camere. Anche perché, descrive “fatale una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del paese nell’instabilità e nell’incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica finalmente delineatesi, peraltro in un contesto nazionale ed europeo tuttora critico e complesso”.

Napolitano spiega quindi di aver “apprezzato vivamente la riaffermazione – da parte di tutte le forze di maggioranza – del sostegno al governo Letta e al suo programma, al di là di polemiche politiche a volte sterili e dannose, e di divergenze specifiche peraltro superabili”.

L’attesa per la dichiarazione di Napolitano ha caratterizzato l’intera giornata politica con le aspettative del Pdl da una parte e il M5S dall’altra che ha minacciato l’impeachment in caso di grazia. Anche Famiglia cristiana si è schierata contro questa ipotesi che, ha scritto il direttore don Antonio Sciortino,  “minerebbe il prestigio del Colle”.

Il capo dello Stato non si è comunque fatto tirare per la giacchetta né da una né dall’altra parte.

 

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