Alitalia la prenderanno i Francesi, Telecom è già degli Spagnoli. Bene. Anzi benissimo. Perché aziende cotte e stracotte non possono essere che aziende mal gestite in cui chi è succeduto non ha mai fatto meglio di chi vi era prima. E non poteva essere altrimenti perché la politica ha avvelenato i consigli di amministrazione prima concertando, suggerendo, preferendo, posizionando, interloquendo, facendo da camera di compensazione, controllando. Il tutto per garantire una rete di clientele, di collegamenti incrociati che permettessero non certo l’arte del buon governo come il Fiorentino ebbe a razionalizzare, bensì la possibilità di ricattare la parte avversa, o la corrente avversa all’interno del proprio partito.
E non poteva essere altrimenti perché la politica ha poi avvelenato la cabine di regia di queste grandi compagnie mettendo nei ruoli chiave di Direttore Generale, di Amministratore Delegato, di Direttore Finanziario altre pedine di una scacchiera infinita di funzionari che non avevano il compito sano e normale di dirigere e mandare avanti la società ma di rispondere ai dettati di chi li aveva chiamati a ricoprire quell’incarico.
E quindi abbasso l’italianità. Ben vengano gli stranieri se partendo dai consigli di amministrazione contribuiranno a rompere questa ragnatela di cortocircuiti che non fanno funzionare il paese.
Ragioniamo un momento. Come si può urlare alla difesa della italianità quando si parla di Alitalia se, poi, metà dei comuni Italiani che hanno un aeroporto versa i propri denari a compagnie low cost straniere purché mantengano certi voli ? Che senso ha che ci siano una quantità infinita di scali con meno di dieci milioni di passeggeri all’anno che sovvenzionano le compagnie italiane e non italiane perché queste possano fare i prezzi da low cost ?
Razionalizzare il numero di aeroporti chiudendo quelli al di sotto di dieci milioni di passeggeri e realizzare due hub importanti, partendo dagli esistenti, da sessanta, settanta milioni di passeggeri all’anno potrebbe costituire un obiettivo a medio lungo termine del Ministero dei Trasporti.
E su un programma di ampio respiro come questo che si può poi, eventualmente, ragionare in termini di costi/benefici se ha senso o no salvare Alitalia. Che potrebbe voler dire farla passare completamente nelle mani dello stato affidandone il comando a un gruppo di persone completamente nuove. Ad esempio a neo laureati in Trasporti, Economia, Aeronautica.
Ricordate Eliott Ness quando doveva costruire il suo team per sconfiggere Al Capone dove andò a reclutarli? Direttamente alla Scuola di Polizia perché è meglio prendere una mela sull’albero che nel cesto dove qualche mela marcia ha già contagiato le altre.

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