Avio, le mire dei francesi e l’indifferenza dell’Italia

Avio, le mire dei francesi e l’indifferenza dell’Italia

Il primo colpo grosso c’era stato nel dicembre del 2012, quando gli americani di General Electric si erano assicurati la divisione Aeronautica di Avio per 3,3 miliardi di euro dal fondo di private equity Cinven e Finmeccanica. Ma adesso nel mirino dei colossi stranieri della Difesa passa la divisione Spazio. E la società, guidata dall’ad Francesco Caio e protagonista del settore tra l’altro con la realizzazione del razzo vettore europeo Vega, sembra far gola specialmente ai rivali francesi, come ha rivelato oggi Fabio Tamburini sul Corriere della Sera.

Il piano di consolidamento francese, le dismissioni di Letta

L’Eliseo insomma mette in piedi la sua strategia nella difesa, tra tentativi e progetti di consolidamento, e affila le armi nell’indifferenza di Palazzo Chigi, in tutt’altre faccende affaccendato, evidentemente. Il governo Letta ha riaperto il dossier dismissioni, e per il capitolo societa quotate e non (compresa Finmeccanica), il ministero dell’Economia dovrebbe nominare a giorni i due componenti del comitato privatizzazioni che farà da consulente. Il 24 settembre, nel corso della sua visita negli Stati Uniti, il presidente del Consiglio Enrico Letta parteciperà a una colazione a New York con grandi investitori e grandi imprenditori della finanza Usa, alla quale parteciperà anche Jacob Law, segretario al Tesoro degli Stati Uniti.

La proposta di Safran

Intanto a puntare su Avio è stata, con una lettera, la francese Safran. La società, leader mondiale nei motori per aerei con 14 miliardi di ricavi, “presenta la proposta con cui i francesi puntano ad acquistare l’azienda – ha spiegato Fabio Tamburini sul Corriere della Sera -. La scelta di uscire allo scoperto è obbligata: a fine ottobre scade la prelazione che può esercitare Finmeccanica e, di conseguenza, è arrivato il momento di giocare le carte. E, oltre a Safran, sono attese altre offerte, a partire dal gruppo franco-tedesco Eads. In gioco non c’è solo il destino di un’azienda, peraltro eccellente, che vale 300-350 milioni, ma una decisione significativa per il Paese”.

Le partite aperte con Thales e Thales Alenia Space

Ma l’interesse francese non si limiterebbe ad Avio, società controllata al 14% da Finmeccanica e all’81% da Cinven. “Finmeccanica è presente nello spazio in joint venture con un altro gruppo francese: Thales. Si tratta di due società e partecipazioni incrociate. I satelliti di Telespazio sono controllati per due terzi da Finmeccanica. Esattamente il contrario accade in Thales Alenia space. Ecco perché l’acquisto di Avio spazio – evidenzia Tamburini – è soltanto il primo tempo della partita. In quello successivo l’alternativa risulta tra l’allargamento del perimetro dell’intesa con Thales oppure l’arrivo a fianco di Finmeccanica della Cassa depositi e prestiti piuttosto che del Fondo strategico italiano, ricco di liquidità ma al centro di polemiche accese sulle iniziative avviate finora”.

L’incontro Safran-governo e le garanzie

Solo pochi giorni giorni fa, in vista del Consiglio europeo di dicembre sulla difesa, il ministero della Difesa ha convocato una riunione con alcune delle più importanti aziende del settore: Finmeccanica, Fincantieri, Aiad, Piaggio, Avio, Iveco, Elettronica e Beretta. Un meeting di preparazione per delineare una linea comune, certo, ma che avviene quando i francesi sembrano già avere le idee molto più chiare, e la tattica lo dimostra. “La mossa di Safran, da tempo partner della Avio, è stata preparata con cura – ha sottolineato Tamburini -. Nelle settimane scorse si è mosso personalmente il presidente, Jean-Paul Herteman, che ha programmato incontri in Italia al massimo livello. Contemporaneamente i suoi collaboratori hanno aperto un confronto con esponenti dei ministeri dello Sviluppo, dell’Economia, della Ricerca e dei sindacati. A tutti Safran ha dato garanzie ampie. In particolare l’impegno è di creare un gruppo leader mondiale nei razzi a propulsione solida con sede in Colleferro, sede tradizionale di Avio”. Ma vengono date garanzie anche sull’apporto in Avio “delle attività analoghe del gruppo francese, sulla leadership italiana come lo sarà il futuro amministratore delegato, su 150 nuovi posti di lavoro e su tre cattedre universitarie in Ingegneria spaziale (al Politecnico di Milano, a Torino e alla Scuola di Sant’Anna di Pisa)”.

L’interesse di Eads per Avio 

Ma non c’è solo Safran, la casa produttrice di motori aerei di cui Parigi è un grande azionista. E’ stato anche il gruppo franco-tedesco Eads, già a gennaio, a studiare un’offerta per Avio Spazio. Il colosso dell’aeronautica guidato da Tom Enders, che ha recentemente riorganizzato la governance, avrebbe aperto ufficialmente il dossier Avio Spazio. Nello spazio Eads è attiva tramite la controllata Astrium, che ha realizzato un fatturato di 5,5 miliardi di euro nel 2012.

Le mosse di Parigi nel settore

Si è speculato molto sulla possibilità che Parigi potesse reggere i fili di un consolidamento della difesa francese riunendo Dassault, Thales e Safran. E la rete si fa più complessa se si considera la quota del 46% di Eads in Dassault. Il momento del grande balzo per la Francia del presidente François Hollande non è quello più propizio, tra sforamento del deficit, disoccupazione record e rischio di un intervento armato in Siria. Ma almeno ci si muove in quella direzione. Non in Italia. Qui, a far gola, sono le proposte straniere. Difficile preservare un gioiello della Difesa come Avio senza una visione di sistema come quella che Safran ha illustrato al governo italiano e fatta di cattedre, ricerca e nuovi posti di lavoro.

ultima modifica: 2013-09-21T15:12:15+00:00 da Michele Arnese ed Elisa Maiucci

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