L’emozione sembra prevalere sulla realtà nell’ultimo Berlusconi che ha saputo ricavarsi una nuova battaglia da combattere. L’analisi dell’esperto di comunicazione politica Massimiliano Panarari.

Un Berlusconi “gnostico” in cui l’anima è separata dal corpo. Vede così Massimiliano Panarari, docente di Comunicazione politica all’Università di Modena e Reggio Emilia e autore del libro “L’egemonia sottoculturale”, il leader che ha annunciato ieri in un videomessaggio la rinascita di Forza Italia.

“E’ come se tutto attorno fosse in movimento e al centro ci fosse la stessa fotografia del ’94 con il classico della grammatica berlusconiana che ritorna, dalla libertà all’impresa, dalla famiglia alla coreografia con le fotografie dei figli sullo sfondo – spiega a Formiche.net – si tratta di un’anagrafica che diventa istantanea”.

Ma rispetto al 1994 la sinistra che attacca è ora al governo con il suo partito…
Sì, i nemici sono gli stessi, la sinistra, la magistratura politicizzata ma c’è una sorta di gnostica in lui. L’anima è separata dal corpo. Così il suo movimento politico governa con il Pd contro cui si scaglia. Il partito ha nella post-politica berlusconiana una funzione fungibile, il Cavaliere ne crea e distrugge con un colpo di spugna. Come del resto, ha appena fatto con il Pdl cancellandolo con un tratto di penna. Da questo punto di vista, è proprio il Pdl una delle vittime del suo videomessaggio.

Giovanni Minoli lo ha definito un “Grillo di centro”. Ha visto tratti grillini nel suo discorso?
Come ho già detto in tempi non sospetti, credo che l’orizzonte post-politico del berlusconismo mostri molti punti di affinità con il grillismo. I target sono diversi ma Grillo mutua la reincarnazione del populismo di cui è stato Berlusconi il massimo esponente dal 1994. Ecco in questo il leader del Pdl è stato coerente.

Coerenza o ripetitività? Molti osservatori hanno sottolineato la scarsa efficacia comunicativa di un messaggio già sentito.
Berlusconi predilige un usato sicuro nelle modalità comunicative ma dal punto di vista della spinta propulsiva, possiamo affermare che essa si sia esaurita definitivamente.

Ciò significa che gli italiani non lo voteranno più?
No, c’è un pezzo di elettorato che continuerà a votarlo come ha fatto in questi anni nonostante le contraddizioni tra le sue parole e i fatti. Il fact checking delle sue promesse non conta, gli elettori lo scelgono perché si riconoscono in lui e continueranno a farlo.

Fino a quando? Berlusconi ha quasi 77 anni e si apre inevitabilmente il problema della successione nel centro-destra.
Il tema c’è tutto e appare insolubile in questo momento. Il leader del centrodestra per un ventennio è stato Berlusconi e non si è preparato un ricambio. Il problema resta ma per ora Berlusconi si è ricavato un’altra cartuccia e una nuova battaglia da combattere. Ed è proprio nella versione più battagliera che dà il meglio di sé.

Ma Berlusconi in versione combattente non stride con la sopravvivenza delle larghe intese?
Gli esiti sono del tutto imprevedibili perché tutto ruota attorno alla psicologia, alla dimensione emotiva, Berlusconi sembra avere perso in questo momento la razionalità tipica dell’imprenditore.

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