Secondo l’ultimo rapporto Antitrust, scegliere attentamente il proprio conto corrente online può far risparmiare quasi 200 euro l’anno.

I conti corrente sono prodotti molto utili e richiesti dai consumatori, prima di sottoscrivere un contratto con le banche, tuttavia, è necessario accertarsi di tutte le voci di costo in modo tale da evitare brutte sorprese e contenere le spese. Per farlo è possibile mettere i conti corrente delle principali banche a confronto in modo tale da chiarirci le idee ed effettuare una scelta consapevole.

 

L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha pubblicato un rapporto riassuntivo dell’andamento dei costi di depositi e conti correnti bancari dal 2007 al 2012. L’indagine, avviata nel 2011, è stata incentrata sull’analisi dell’Isc, l’Indicatore sintetico di costo annuo del conto corrente, il cui ammontare è risultato abbastanza vario (si parla di una cifra compresa fra i 53 e i 111 euro l’anno). Il risultato ha messo in luce la convenienza del conto corrente online.

 

Estremamente significativo l’incipit della nota diffusa a commento dei dati: “Ci sono spazi per ridurre i costi e risparmiare fino a 180 euro l’anno, ma occorre più informazione ai cittadini”. La ricerca si è incentrata su 52 banche tra cui banca ING Direct e Fineco, per esempio, oltre a 14.500 sportelli, e ha esaminato nello specifico le spese per sei categorie di clienti: giovani, pensionati con operatività bassa, famiglie con operatività bassa, famiglie con operatività alta, famiglie con operatività media e pensionati con operatività media.

 

Dall’analisi è emerso che tra il 2007 e il 2012 le spese di gestione di un conto corrente sono scese in modo significativo solo per i giovani (-19%), mentre per le altre categorie di clienti la situazione è rimasta sostanzialmente invariata (uniche eccezioni il – 2,8% e il – 3,6% rilevato per famiglie e pensionati con operatività minore).

 

“Nonostante un’evoluzione più competitiva del settore – prosegue la nota – è ancora bassa la mobilità tra una banca e l’altra, ma anche l’applicazione di condizioni più favorevoli all’interno dello stesso istituto. Sono necessari interventi normativi che favoriscano la conoscenza dei risparmiatori. I prezzi più alti sono nelle banche dove si concentra il 70% dei conti correnti. È confermata la convenienza dei conti online”.

 

Il rapporto si è infine concentrato sui costi delle commissioni, risultati ancora eccessivamente elevati (un bonifico verso l’Italia ha un costo massimo di circa 7 euro, mentre la stessa operazione via web prevede una spesa massima di circa la metà), e sui costi dei prelievi bancomat, che se effettuati presso sportelli di altre banche possono raggiungere anche i 5,8 euro per le famiglie con operatività elevata.

 

“Occorre intervenire sulle lentezze nella chiusura di un conto per aprirne un altro”, ha concluso la nota rilasciata dall’Authority “per quanto i tempi si siano ridotti, è sufficiente avere una carta di credito o la viacard per vederli dilatare fino a 37 giorni”.

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