Mossa saggia oppure no? La decisione del governatore della Fed, Ben Bernanke, di mantenere invariato il programma di acquisto di titoli da 85 miliardi di dollari al mese ha lasciato positivamente di stucco i mercati, con Wall Street che brinda con un nuovo record. La ripresa economica debole, l’alto livello di disoccupazione e quello, al contrario, basso dell’inflazione hanno spinto Bernanke a rimandare ai prossimi mesi la stretta monetaria detta “tapering“. Ma ecco il giudizio della stampa internazionale e, in particolare, le accuse di quella europea.

Il giudizio della stampa

Se Wall Street Journal e Financial Times descrivono la mossa di Bernanke sottolineando come i mercati mondiali, anche asiatici, siano tornati a respirare, a dirsi più critico è il tedesco Handelblatt, che parla di “una capriola all’indietro” che rafforza l’instabilità sui mercati e indebolisce la credibilità della stessa Fed, dopo i tira e molla di primavera ed estate sull’autunno caldo del tapering. “L’uscita dal periodo di denaro a buon mercato è più difficile di quanto precedentemente affermato”, sottolinea il quotidiano tedesco, come a dire che la situazione è davvero sfuggita di mano a Washington. Un monito indiretto anche alla Bce di Mario Draghi, specialmente dopo l’adozione delle forward guidance che dettano ai mercati le linee guida della politica monetaria.

Credibilità della Fed a rischio?

Ma a stroncare la mossa di Bernanke è anche Donato Masciandaro sul Sole 24 Ore. “Ci si aspettava una svolta e non c’è stata, ma la Banca centrale americana merita comunque una bocciatura. In questa delicata fase congiunturale la politica monetaria deve ottenere un duplice obiettivo: non strozzare la ripresa, ma al contempo riportare alla normalità i mercati finanziari. La Fed sta commettendo errori sia nell’indicare obiettivi – la disoccupazione – sia nel manovrare strumenti – gli acquisti di titoli di Stato. C’era una strada più lineare e trasparente: definire obiettivi sulla struttura dei tassi. a breve e a lunga. Ma la Fed ama l’opacità, perché occorre fare gli interessi miopi, che oggi coincidono, dei democratici e di Wall Street”.

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