questa estate ho visitato alla saatchi gallery la galleria di ritratti da bambino che annie kevans dedica ai dittatori. in foto hitler. mi è venuta in mente leggendo la riflessione di f. lamendola su educazione e natura umana di cui riporto un passaggio centrale:

“se pensiamo che la natura, e quindi anche la natura umana, sia buona in se stessa, così com’è, allora è evidente che il compito dell’educazione non sarà altro che quello di favorire, assecondare e incoraggiare le tendenze naturali presenti nell’anima del bambino; se, viceversa, pensiamo che la natura non sia buona in se stessa, anzi che sia cattiva, allora ne consegue che l’educazione deve correggere le tendenze naturali del bambino, deve disciplinarle, deve orientarle secondo certe linee che non sono, esse stesse, “naturali”, ma frutto di un pensiero critico nei confronti della natura stessa. Esistono, in realtà, sfumature intermedie fra queste due posizioni estreme, però resta il problema di fondo: incoraggiare o correggere la natura umana” (f. lamendola “qualunque pedagogia deve partire dalla domanda se la natura umana sia buona o cattiva” arianna.it)

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