La rivolta degli economisti anti euro in Italia. Nomi, idee e voglie movimentiste

La rivolta degli economisti anti euro in Italia. Nomi, idee e voglie movimentiste

La sintesi, nell’affollatissimo Convegno che si è svolto due giorni fa presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati dal titolo “L’Europa alla resa dei conti”, è stata nelle parole di chiusura pronunciate dal moderatore, il professor Claudio Borghi: “noi ora abbiamo lanciato il guanto, sta a voi continuare il confronto perché noi ci saremo“.

EUROPA KAPUTT?
L’evento, organizzato dal Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara per la presentazione del libro “Europa Kaputt (S)Venduti all’Euro” del proprio docente, Antonio M. Rinaldi, è stata l’occasione per mettere sul banco degli imputati la moneta comune europea.

CONTRO IL RIGORE DELL’ESTABLISHMENT
I tre professori, considerati i portabandiera dell’anti-euro, Bagnai (nella foto), Rinaldi e Borghi, hanno trasformato il dibattito in un processo alla politica economica adottata dall’UE troppo accondiscendente verso le regole imposte dalla Germania. Davanti a più di trecento persone di ogni estrazione, essendo presenti oltre che a molti parlamentari nazionali e europei, anche semplici cittadini desiderosi di confrontarsi con la spinosa e attualissima problematica economica in un dibattito scientifico, il Prof. Giuseppe Guarino è stato letteralmente sommerso da una lunga standing ovation all’inizio del suo intervento.

UNA MONETA “FALSA”
Il giurista ed ex ministro ha ribadito che l’attuale euro adottato è in realtà un euro “falso” perché non rispecchia quello previsto dagli iniziali trattati, in virtù dei regolamenti 1466/97 e 1467/97, approvati in modo subdolo che ne hanno stravolto nel 1997 la natura giuridica stessa. Paolo Savona invece, appena tornato dal meeting di Cernobbio, ha denunciato come tutto l’establishment italiano e Europeo presente, non abbia fatto altro che esaltare e approvare l’opera della Commissione Europea perché i dati macroeconomici che indicano attualmente una modesta ripresa nell’area euro, giustificano come sia stato corretto adottare politiche economiche tese al rigore.

NESSUNA SVOLTA DALLA GERMANIA
Non ci illudiamo, ha proseguito Savona, dopo le elezioni tedesche di settembre non cambierà nulla, così come ha dichiarato il capo economista della Merkel. Rivolgendosi poi alla Preside di Economia della d’Annunzio di Chieti-Pescara, Anna Morgante, le ha indirizzato le congratulazioni perché i suoi due docenti, Bagnai e Rinaldi, con le loro innovative teorie, finalmente contrastano quelle fino ad ora predominanti professate dalla Bocconi.

POLITICHE INSOSTENIBILI
Poi è stato il turno di Bagnai e Borghi. Il primo si è cimentato in una alta lezione di politica economica sostenendo l’insostenibilità dell’area valutaria europea con argomentazioni scientifiche di difficile contestazione, mentre il secondo, con semplici ma efficaci esempi, ha rappresentato la situazione di disagio dell’Italia per l’appartenenza alla moneta comune.

APRIRE NUOVI CONFRONTI
L’autore del libro, Rinaldi, ha invece sostenuto nel suo intervento la necessità di aprire il confronto fino ad ora precluso, auspicando di non assistere più ad indegni “inchini” dei Presidenti del Consiglio italiani, che non appena ricevono la fiducia parlamentare si precipitano a Berlino.

UN OSTACOLO ALL’INTEGRAZIONE
A tirare le somme ci pensa Giorgio La Malfa, sostenendo che l’euro è attualmente il principale problema al disegno d’Europa e la classe politica dovrebbe valutare attentamente e rimozione di questo “ostacolo” se desidera continuare questo percorso in modo proficuo.

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ultima modifica: 2013-09-14T15:02:44+00:00 da Fernando Pineda

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