Skip to main content

Un piano verde per città e regioni

E’ un vero e proprio Piano ‘verde’ dell’Italia per rilanciare uno sviluppo sostenibile per città e regioni, quello messo a punto da un gruppo di lavoro ad hoc e presentato nel corso dell’ultima assemblea programmatica ‘Regioni e enti locali per la Green economy‘ in vista degli Stati generali della Green economy (che si svolgeranno a Rimini il 6 e il 7 novembre nell’ambito di ‘Ecomondo’) organizzati in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e il ministero dello Sviluppo economico e il supporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Il piano verde
Il Piano si snoda, essenzialmente, su tre punti centrali: le città intese come laboratorio per sperimentare il futuro di energia e trasporti (per esempio), la valorizzazione del territorio e l’uso efficiente delle risorse. La ‘roadmap’ ambientale per Regioni e enti locali – che è contenuta in documento presentato oggi a Palazzo Rospigliosi a Roma, insieme con il governatore della Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Roma Ignazio Marino, e il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi – delinea cinque tappe fondamentali.

La roadmap in 5 punti 
La prima: la programmazione dei Fondi strutturali per sviluppare l’innovazione nelle imprese e nei territori. La seconda: i mercati verdi pubblici e privati considerando gli acquisti verdi di beni e servizi come leva di rilancio in chiave green del sistema produttivo e l’evoluzione green degli appalti pubblici. La terza: il credito e la fiscalità ambientale per esempio per il risanamento e la prevenzione idrogeologica, la riqualificazione dei centri storici, la ristrutturazione energetica nell’edilizia, nei trasporti urbani, e nei rifiuti. La quarta: lo sviluppo di partnership pubblico-privato in ambito tipo la trasformazione dei distretti industriali in eco-distretti. La quinta: la tutela e valorizzazione dei territori considerando per gli Enti locali la possibilità di derogare al Patto di stabilità per spese di messa in sicurezza.

Marino e una Roma più green

”Siamo al lavoro – ha detto Marino parlando vivacemente dei suoi progetti per la capitale – perché la questione della green economy per me è centrale: dobbiamo progettare una Roma diversa partendo dalle aree strategiche come trasporti, scuola e ambiente, per migliorare la qualità della vita delle persone e l’ambiente in cui viviamo”. Il sindaco di Roma ha ricordato l’impegno ”per avere una città a consumo zero di suolo agricolo, più investimenti sulle fonti rinnovabili di energia e sul fotovoltaico e una vera e propria task force per accedere ai fondi europei”.

“Come sindaco di Roma – ha osservato Marino – c’è il mio impegno per iniziative e scelte durature per una città più verde e sostenibile, in cui ci sia una riduzione del consumo di energia prodotta da combustibili fossili, l’abbattimento delle emissioni di gas serra, lo stop all’inquinamento locale, la realizzazione di un ciclo virtuoso dei rifiuti, e un nuovo modello per la mobilità e i trasporti. Insomma, fare di Roma una città Europea: la priorità dell’amministrazione è far diventare Roma una ‘smart city’” per esempio con “l’impegno affinché tutta l’energia utilizzata dalla pubblica amministrazione si certificata come rinnovabile in modo che l’intero apparato funzioni con energia pulita”.

Maroni e la lotta al consumo di suolo 
Per Maroni il Federalismo è la “svolta per l’economia” e “la rivoluzione green”, che però “non deve cadere in un ambientalismo settario”. Ma per il governatore l’attenzione è tutta al consumo di suolo, che nella Regione da lui guidata ha un primato; così annuncia di aver incaricato “l’assessore regionale di mettere a punto un Piano per una legge su un uso più razionale del suolo”. Nella legge dovrebbe esser prevista, per esempio, “una moratoria di 6 mesi per la costruzione di nuovi centri commerciali”, per capire “se ce n’è effettivamente bisogno”.
“Quella che viviamo – osserva Maroni – è una fase in cui c’è un ripensamento del perimetro delle attività dello Stato. E’ fondamentale un processo dal basso per restituire agli enti locali quella dignità che si è affievolita. Un nuovo mondo green è possibile ma richiede coraggio” e soprattutto pensare all’ambiente “non come ostacolo ma come occasione di sviluppo”. Inoltre nell’economia ‘verde’ delineata da Maroni c’è spazio per nuove opportunità nel mondo del lavoro e dell’occupazione; un aspetto su cui anche “le banche devono fare la loro parte. Penso – ha concluso – a un ruolo attivo della Cassa depositi e prestiti”.

×

Iscriviti alla newsletter