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Anche in casa degli Aeroporti di Roma (Adr) si segue con apprensione le sorti di Alitalia, e non solo per i milioni di credito che la società aeroportuale attende di ricevere dalla disastrata compagnia di bandiera.

L’azienda controllata dal gruppo Benetton che gestisce lo scalo di Fiumicino attende di comprendere meglio gli sviluppi della vicenda dopo l’annuncio che Poste Italiane parteciperà alla ricapitalizzazione di Alitalia sull’orlo del fallimento.

Che cosa pensa Palenzona

Comunque Adr, presieduta da Fabrizio Palenzona, apprezza la seppure temporanea stabilità finanziaria di Alitalia, in vista – secondo osservatori del settore – di un auspicato e definitivo equilibrio societario e industriale che non può non passare attraverso la fusione/integrazione con un grande operatore internazionale.

Vade retro Air France

Ma la preferenza degli Aeroporti di Roma, secondo fonti convergenti, anche se non ci sono conferme ufficiali, non andrebbe ad Air France, se non a determinate condizioni. Altrimenti sarebbe preferibile una compagnia dell’Estremo Oriente, meglio se del Golfo. E che la preferenza della società dei Benetton sia questa è stata anche la chiara sensazione avuta da Palazzo Chigi e dai ministeri interessati alla partita quando hanno ricevuto un corposo documento firmato proprio Adr.

Report top secret

Nel rapporto le priorità strategiche per Adr sono chiare, raccontano fonti governative: “Un hub carrier forte è fondamentale per il futuro di Fiumicino”. “E’ difficilmente ipotizzabile – è scritto nel documento al vaglio dell’esecutivo – che senza un hub carrier con un network di connessioni si possa mantenere una dinamica di crescita e, soprattutto, si possa preservare il traffico “connecting” e una rete di destinazioni dirette di lungo raggio”.

Le perplessità su Parigi

Le perplessità su un destino francese per Alitalia si rintracciano ancor più chiaramente in altri passaggi del report di Adr consegnato a Palazzo Chigi: vanno evitate “ristrutturazioni più o meno traumatiche con perdita del ruolo di hub carrier”. Uno scenario che comporterebbe un “progressivo spostamento del traffico verso altri hub”; ovvero verso lo scalo Charles De Gaulle, anche se nel documento non c’è un riferimento diretto all’aeroporto francese.

La preferenza per Ethiad

Conclusione del documento della società dei Benetton: “E’ necessario guidare la situazione verso un’aggregazione con un grande vettore internazionale che mantenga Alitalia come hub carrier e metta Fiumicino come secondo o terzo hub al centro di un network di collegamenti internazionali e intercontinentali”. Quindi una compagnia dell’Estremo Oriente o del Golfo. Meglio del Golfo. Ovvero Ethiad. D’altronde Fiumicino, si legge nel report Adr, “potrebbe contribuire attivamente alla creazione di un grande carrier internazionale“ grazie alla “grande forza commerciale anche in aree a oggi poco coperte dalla struttura vendite Alitalia (es: Far East)”.

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