Volete assicurare un futuro ai vostri figli? Bene, ecco la soluzione: chiedere alla compagnie telefoniche di alzare le tariffe di telefonate, sms, e canone per la connessione a internet. Basta con queste tariffe stracciate, le varie flat, che permettono di stare al telefono o collegati a internet ore intere con tanta banda. Lo stesso dicasi per il servizio WhatsApp. Deve diventare carissimo come l’alcool.
Inventiamoci un limite di età per l’utilizzo dei cellulari. Una patente come l’automobile. Sul posto di lavoro, dove in generale è richiesta attenzione e una certa deontologia, è ormai un continuo ricevere e inviare messaggi con questi telefonini, spesso e volentieri 2 per persona, che non la smettono di brontolare sulle scrivanie, solleticati dall’impulso vibrazionale.
Come si fa a concentrarsi e concludere qualcosa di buono se si è sempre di fronte al telefono. Che poi, se solo provate a far notare al dipendente con l’ossessione per la comunicazione che forse sta esagerando, apriti cielo! Vi risponderà che proprio quel giorno è successo quel tal fatto a casa e che quindi deve essere reperibile, e quasi quasi, alla fine, avete pure torto ad esservi lamentati.
Non ne parliamo di quello che succede a scuola. Giusto per fare un esempio che ho visto da vicino, nella mia breve parantesi di insegnante, ecco giovani quindicenni si mandavano gli sms tra vicini di banco oppure ascoltavano la radio con il cellulare. Il cellulare al centro del banco con un auricolare a testa in modo da lasciare un orecchio libero per sentire le mie lezioni di elettrotecnica. Ecco. Se speriamo di andare lontano così, beh ho seri dubbi che ce la faremo.
La verità è che stiamo allevando una generazione di pipparoli, proprio come il loro più famoso progenitore in celluloide.

Fantozzi e la bolletta del telefono

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