L’emergenza nella Terra dei fuochi sembra davvero arrivata al capolinea. In pericolo, nell’area compresa tra Napoli e Caserta in Campania, ci sono l’ambiente, la salute della popolazione e il tessuto sociale. Per salvare la zona da sversamenti tossici, discariche abusive e roghi di rifiuti il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando pensa a “provvedimenti d’urgenza”, e in prima battuta ha già chiesto l’intervento del ministro dell’Interno Angelino Alfano affinché convochi il Comitato di ordine e sicurezza pubblica (Cosp). E, tra le ipotesi sul tavolo, c’è addirittura la possibilità di una riunione a Caserta. Intanto Alfano sarà in quei luoghi avvelenati il 22 ottobre (il giorno prima, il 21 ottobre, in visita ci sarà la commissione Ambiente del Senato) insieme con il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, dal momento che una delle minacce più pesanti riguarda proprio la filiera agroalimentare campana. Senza contare il pericolo sanitario, per il quale il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha già dato la disponibilità dell’Istituto superiore di sanità per uno screening. In campo anche il Pdl che, Mara Carfagna in testa, propone una legge speciale che preveda una specie di Piano Marshall delle bonifiche.

Comitato ordine e sicurezza
“Ho chiesto al ministro dell’Interno la convocazione del Comitato di ordine e sicurezza pubblica – ha affermato Orlando in Aula alla Camera – E’ un mio intento garantirlo” perché, tra “i miei obiettivi prioritari” c’è “giungere a una soluzione definitiva dei problemi della Terra dei fuochi”. Nel frattempo per “un maggior controllo del territorio” è stato predisposto che “uno specifico gruppo dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) coordini l’attività dell’Arma sul territorio”. Inoltre, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) è stato incaricato di fare determinati controlli sulle aree della Terra dei fuochi citate dal pentito Carmine Schiavone.

La legge ad hoc del Pdl
Mara Carfagna non ha dubbi: li’ c’è un “dramma trentennale”. E’ “un’emergenza nazionale” che va affrontato “con risposte straordinarie”. Ecco perché la portavoce del Pdl alla Camera, insieme con il coordinatore regionale del Pdl Francesco Nitto Palma, ha lanciato “una legge ‘speciale'” messa a punto da Paolo Russo e da Carlo Sarro del Pdl: si tratta di un provvedimento ormai “indispensabile”, un “Piano Marshall per le bonifiche, per contrastare l’emergenza ambientale, sanitaria e agroalimentare”, che accoglie l’appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del governatore della Campania, Stefano Caldoro. L’auspicio dell’ex ministro del Pdl è che il provvedimento “possa essere condiviso da tutte le forze del Parlamento, perché questa non è una battaglia che ha colore politico; anzi la speranza è che il Parlamento possa contribuire”; così come “un ulteriore auspicio è che anche il Governo possa offrire il suo sostegno”. Lo spirito del disegno di legge, che punta a ‘risanare’ la zona ‘rossa’, si poggia su alcuni punti principali: un fondo speciale per le bonifiche da rifornire con i proventi dei beni confiscati alle mafie, a cominciare da quelli derivanti dai procedimenti per ecomafia; una task-force giudiziaria e investigativa per evitare infiltrazioni camorristiche; l’introduzione del reato ambientale e l’inasprimento delle sanzioni; uno studio sanitario. Altri aspetti riguardano la “delimitazione delle aree inquinate” e la suddivisione in “aree food e no-food”; non è escluso il “coinvolgimento delle Forze armate a presidio del territorio”.

Il gruppo di lavoro
Su una legge dedicata alla questione però ha frenato il ministro Orlando, che pure aveva dato inizialmente segnali di apertura parlando di “strumento utile”. Tuttavia ha fatto poi presente che “entro metà novembre saranno pronte anche le proposte del gruppo di lavoro di esperti già insediato al ministero”. Orlando ha messo in evidenza che i dubbi su “una legge speciale” sono legati “ai tempi molto lunghi” mentre qui c’è necessità di “agire rapidamente”. In Campania il non si esaurisce con le bonifiche: il ministero spinge anche per “accelerare il completamento degli impianti”; un campo in cui saranno “fondamentali” i fondi comunitari e “l’impiego dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.

L’allarme locale
”Ho chiesto da qualche giorno una legge speciale per le bonifiche e per la Terra dei fuochi. Un’area che è stata lo sversatoio illegale per oltre trenta anni di tutto un sistema europeo ed italiano – ha detto il governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro – C’è stata la distrazione di tutti, della politica, di un territorio, di una coscienza civica che oggi rinasce in tanti giovani. Oggi con i giovani, il mondo della Chiesa ha una nuova speranza. Il Capo dello Stato ha parlato di emergenza nazionale. Se c’è un’emergenza nazionale ci vuole una risposta anche nazionale”. In prima linea c’è poi la voglia di ‘guarire’ il territorio di Don Maurizio Patriciello e della sua Parrocchia di Caivano, dove il 22 Alfano e De Girolamo andranno in visita: ”Non tradite il popolo che ha avuto fiducia in voi – ha detto rivolgendosi nei giorni scorsi alla classe politica – voi siete lì perché vi abbiamo messo noi, non avete vinto nessun concorso”. Ai ragazzi si è invece rivolto chiedendo ‘perdono’: ”Dobbiamo vergognarci nei vostri confronti e chiedervi perdono in ginocchio. Il Padre eterno ha donato all’uomo il giardino perché lo coltivasse e lo custodisse. In 30 anni abbiamo mangiato il pero, il melo, abbiamo tagliato l’albero alle radici e inquinato anche il territorio”.

Il commissario del Viminale
Al ministero dell’Interno però è già da tempo che hanno iniziato a occuparsi della Terra dei fuochi, tanto che c’è un prefetto, Donato Cafagna, a capo di una task force che si occupa del contrato all’illegalità ambientale e alla repressione del fenomeno dei roghi tossici. “Ho avanzato una proposta al ministero dell’Interno per introdurre il reato di incendio doloso di rifiuti – ha fatto presente Cafagna – il ministero la sta valutando”. Si tratta di “introdurre un reato specifico, ora non previsto, che è sentito come necessario anche dalle forze dell’ordine che contrastano il fenomeno”, ed offrire “la possibilità di procedere con sanzioni ad hoc”, ha spiegato il commissario del Viminale per l’emergenza Terra dei fuochi, il quale ha poi ricordato che nell’area di “Napoli c’è il più alto numero di incendi, a cui segue Giugliano, Afragola, Casoria, Caivano”. I numeri dei controlli mostrano anche una riduzione di attività illecite: “Napoli e Caserta sono state divise in 20 ambiti territoriali omogenei; 119 le denunce, 8 gli arresti, 21 sequestri di aree private per sversamento rifiuti, 544 verbali di accertamento per violazioni ambientali, sanzioni amministrative per 74.000 euro”.

Gomme come ‘accendini’
Un aspetto centrale della lotta ai roghi riguarda il blocco dell’abbandono di pneumatici. Questi, ha spiegato il prefetto Cafagna, vengono usati come dei veri e propri ‘accendini’ dei roghi, tanto che con il tempo ne sono diventati il “simbolo”. I peggiori e i più pericolosi, quelli che generano “fumo nero, denso e tossico”. Una bella fetta delle attività di controllo infatti si concentra ora su gommisti e autodemolitori; cosa che ha portato a “calo notevole degli abbandoni negli ultimi mesi”. Il ministero dell’Ambiente ha contribuito alla lotta contro le gomme fuoriuso abbandonate con un accordo con Ecopneus (la società per la raccolta e il trattamento di questi materiali). E’ già iniziata, per esempio, la bonifica di un sito storico, quello di Scisciano, con oltre 5000 tonnellate di pneumatici, “una vera e propria ‘bomba ecologica’ che si sta disinnescando”.

La visita il 21
Un giorno prima della visita del vicepremier Alfano sarà la commissione Ambiente di Palazzo Madama ad effettuare un sopralluogo nella Terra dei fuochi. Una delegazione composta da 13 senatori si recherà infatti nelle zone più esposte, dove si trovano i siti sottoposti a sequestro, accompagnati dai carabinieri del Noe. I luoghi che verranno visitati riguardano l’ex Resit di Giugliano, Taverna del Re, Scisciano, e Caivano. Tra i senatori in trasferta sarà presente anche un esponente della Lega nord, Paolo Arrigoni. Dopo la visita è previsto di fermarsi per una riunione nel municipio di Caivano ed incontrare nove sindaci dei Paesi più ‘sensibili’ al problema ambientale e sanitario della zona: Castel Volturno, Maddaloni, Marcianise, Parete, Casal di Principe, Giugliano, Acerra, Villaricca, oltre a Caivano. Infine, un segnale di accelerazione sulle Ecomafie è arrivato proprio dalla stessa commissione che ha dato il via libera al voto deliberante per l’istituzione della bicamerale sulle illegalità connesse al ciclo dei rifiuti.

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