USCIRE DALL’EURO O SVALUTARLO. QUESTO E’ IL MESSAGGIO DI TANTI ECONOMISTI.

I tedeschi dal 1939 al 1945 hanno distrutto l’Europa con le loro SS.

I tedeschi ora distruggono l’Europa con la loro SSS (Stabilità Senza Sviluppo).

E a nulla valgono i richiami degli economisti mondiali e degli economisti italiani che vogliono un euro quanto meno alla pari col dollaro.
Cito solo alcuni economisti:

Oltre 100 economisti sostengono, in una Lettera destinata al Parlamento e alle autorità di politica economica, che le politiche restrittive approntate dai governi italiano ed europei rischiano di produrre effetti opposti a quelli dichiarati: la Lettera degli economisti mette in luce un paradosso: le politiche economiche europee per la prima volta si muovono in concerto, ma lo fanno nella direzione sbagliata. In perniciosa sincronia i paesi europei realizzano delle tremende strette di bilancio.

In un simile scenario è lecito temere che le restrizioni operate dai governi europei determineranno una ulteriore caduta dell’occupazione, un aumento della mortalità delle imprese e quindi un nuovo capitombolo dei redditi, delle entrate fiscali e dei ricavi imprenditoriali. Una ricaduta nella crisi agirebbe poi in modi diversi sulle strutture produttive dei vari paesi.

PAOLO SAVONA: “Non siamo cretini, dobbiamo uscire dall’euro”.
“La crisi che stiamo vivendo è il conto che gli italiani sono chiamati a pagare per gli errori commessi dagli Stati Uniti nel dopo Bretton Woods, e dall’Unione Europea nel dopo Trattato di Maastricht, per non aver attuato il disegno di “UNIFICAZIONE POLITICA” che l’aveva indotta a creare l’euro”.

L’ECONOMISTA GIULIO SAPELLI E’ FORTEMENTE CONTRARIO:
“Perché, di sicuro, la moneta e il sistema Euro non sono più visti come simboli di prosperità economica. “A cascata”, i danni saranno pressoché irreparabili. L’EURO E’ UNA PAZZIA, NON ESISTE, NELLA STORIA DELL’UMANITA’ UNA MONETA CREATA PRIMA DELLO STATO”.

PAUL KRUGMAN: “La Germania ammetta l’evidenza: se oggi la sua industria è risorta, lo deve proprio al “boom” del Sud Europa, che dalla fine degli anni ’90 ha fatto volare l’export di Berlino. Oggi, Italia e Spagna sono in difficoltà: e la Merkel cosa pensa di ottenere, dalla stolida linea del rigore a oltranza?”
Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia, non è affatto sicuro che l’euro si possa salvare. Averlo introdotto come moneta unica? «Un grosso errore». Ma, ora come ora, «il crollo dell’euro non provocherebbe solo un disastro economico: sarebbe un colpo micidiale per il più ampio progetto europeo, che ha portato pace e democrazia in un continente dal tragico passato».

ROUBINI E SOROS DICONO che il costo dei debiti sovrani è ancora in rialzo nei Paesi periferici d’Europa. È guerra persa nella prevalenza delle misure di austerità sulla crescita. Il problema continuerà a dominare la scena politica. Il passo necessario: SVALUTARE L’EURO.

(MIA NOTA: tra uscire dall’euro e una svalutazione per tenerlo in situazione di competitività con le altre valute, sarebbe meglio la svalutazione, a condizione che la BCE possa assolvere il compito di mantenere un equilibrio con le altre monete che agevoli non solo la STABILITA’, ma anche lo SVILUPPO”).

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