L’ex direttore di Rainews24, Corradino Mineo, dà i voti ai documenti programmatici dei quattro candidati alla segreteria Pd, ipotizzandone l’esistenza di fatto di un quinto…

Ci vorrebbe una quinta mozione, la mozione Letta. È la provocazione di Corradino Mineo, senatore Pd ed ex direttore di Rainews24. La sua, dopo quella di Mario Lavìa e Luciano Capone, è la terza pagella, raccolta da Formiche.net, ai manifesti programmatici presentati dai quattro candidati Pd. E il voto migliore, secondo Mineo, è per Pippo Civati.

“Ci sarebbe voluta una quinta mozione che rappresentasse la parte più filo governativa. Parlo di quell’ala del Pd che sostiene a tutti i costi l’esecutivo e ha il suo massimo rappresentante in Enrico Letta – spiega il giornalista – Nessuno dei documenti dei quattro candidati copre completamente questa linea, anzi sono tutti piuttosto critici con le larghe intese. C’è quindi qualcosa di non detto e non risolto nel partito. Com’è possibile che l’insieme delle mozioni di chi vuole diventare il leader del Pd non corrisponda alla sua realtà effettuale? Il Congresso deve risolvere questa contraddizione, aprire un dibattito serio su cosa vogliamo davvero fare di questo Pd. Io mi sto battendo per questo”.

Secondo Mineo, “i manifesti presentati la devono buttare per forza in positivo. Così facendo, le promesse e gli appelli finiscono per prevalere rispetto all’analisi stringente”.

Entrando nel merito di ogni mozione, anche il senatore siciliano si è esercitato nel dare i voti.

Dalla delusione alla speranza – Pippo Civati

voto 7+

“Poteva essere anche un otto ma la lunghezza è la debolezza di questa mozione, anche se si può notare dalla sua fattezza come sia il frutto di un lavoro di una squadra composita. La sua complessità rischia di non mettere in risalto i punti fondamentali che Civati affronta, chiedendo un risarcimento da parte del gruppo dirigente del Pd ai loro elettori per l’incomprensibile vicenda delle larghe intese e la loro netta rottura. È sicuramente Pippo ad aver affrontato più di tutti gli altri candidati i problemi del partito e ad essersi speso di più con i militanti, andandoli a cercare, non nel suo interesse ma per quello del partito. Per questo la sua mozione merita rispetto e io ho scelto di sostenere i suoi sforzi”.

Il futuro che vale – Gianni Pittella

voto 6 meno

“Pittella è l’outsider di questa corsa. Ha colpi di genio nella scrittura della mozione ma non prende di petto i problemi fondamentali, per esempio come si è passati dal governo di cambiamento di Bersani alle ‘stanche ‘intese’ attuali. Evidenzia il problema ma serve più piglio politico per affrontarlo”.

Cambiare verso – Matteo Renzi

voto 7

“Dovessi dargli un titolo direi ‘Aspettatemi e vedrete’. La mozione di Renzi è fatta bene, tutta centrata sull’‘arrivo io’ a cambiare tutto, la politica e il Paese. Ma così facendo, non risponde alle critiche che gli sono state rivolte dell’‘uomo solo al comando’. Dovrebbe dare più spazio alla partecipazione, ai gruppi parlamentari, circoli e amministratori di cui tra l’altro parla nel suo manifesto”.

Per la rivoluzione della dignità – Gianni Cuperlo

voto 6

“Cuperlo ha speso una parola buona per tutti i membri del gruppo dirigente del Pd ma ho dei dubbi che questa tecnica funzioni, rischia di diventare un boomerang e di ritorcergli contro”.

 

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