Abominevole il cimitero dei feti di Matteo Renzi

Abominevole il cimitero dei feti di Matteo Renzi

La disputa se l’embrione o il feto e’ persona umana, non e’ di oggi: e’ rieplosa, come mina vagante, per l’intervento, acuto e assai critico della scrittrice e assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera (in basso nella foto), con l’iniziativa presa dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, di fare ‘il cimitero dei feti’, i bimbi non nati. Iniziativa, questa si’, ‘aberrante’ perche’ priva di ogni pur minimo valore scientifico e non la dizione ‘grumi di materia’, usata dalla Ravera, che ha tanto irritato il Vicariato di Roma ed gli  oltranzisti difensori della vita a chiederne le dimissioni.

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In passato quando era di moda ‘l’embrione e’ uno di noi’, coniato dall’allora presidente del Cnb (Comitato Nazionale di Bioetica) Francesco D’Agostino, cosi’ replicava il premio Nobel per la Medicina, Rita Levi Montalcini: “Assolutamente no. L’ embrione non e’ persona umana: e’ un ammasso di cellule indifferenziate”. Per poter iniziare a parlare, e poi neanche tanto, di ‘persona’ o meglio di ‘progetto di persona’, bisogna, quanto meno, che “sia avvenuta la differenziazione – aggiungeva la Levi Montalcini –  Ma anche a quel punto, il 14esimo giorno, non c’e’ ancora la formazione completa e il funzionamento del sistema nervoso centrale”. E se non c’e’ il cervello non c’e’ il pensiero e quindi non c’e’ la vita ‘umana’. Quindi, stando alla neurobiologia, e non alle ‘credenze’, e’ profondamente errato porre, “l’inizio della vita umana – precisava la Levi Montalcini – al concepimento: sarebbe un colpo alla legge 194 sull’aborto e alla stessa scienza”. E sulla stessa linea della Levi Montalcini, era un altro premio Nobel per Medicina, Renato Dulbecco. Da allora, sono passati piu’ di vent’anni e la scienza, l’embriologia e la neonatologia in particolare, di progressi ne ha fatti tanti ed anche ragguardevoli: oggi e’ un dato scientifico acquisito che e’ soltanto a partire dalla 23-24esima settimana che il feto, se nasce, ha la possibilita’ di vivere, prima di tale limite non ne ha nessuna, in quanto, “le connessioni cerebrali fra organi sensoriali periferici, talamo, subplate e corteccia non sono formate”, spiega la neonatologa, Maria Gabriella Gatti
e precisa: “nell’aborto non c’e’ nessuno scarto di una vita umana ma solo l’interruzione di un processo puramente biologico”.

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Dunque, “se e’ corretto – osserva la Gatti – attribuire al neonato la vita umana, non e’ affatto legittimo pensare che quest’ultima sia presente nel feto ne’ tanto meno nell’embrione”. Per parlare di vita ‘umana’ occorre che ci sia ‘il pensiero’, ossia l’attivita’ cerebrale che si ha solo alla nascita e dalla quale dipendono tutte le altre: il respiro, il vagito, la parola stessa! Non si possono confondere realta’ tra loro profondamente diverse: quella del feto e quella del neonato. Quindi, l’aborto non e’ equiparabile all’omicidio come vorrebbe far ‘credere’ il neosillogismo ‘feticidio’. Ed ‘il cimitero dei feti’, o dei ‘bimbi mai nati’ che unisce Renzi ed i clerico-fascisti, e’ “una iniziativa abominevole – conclude la Gatti – Sta li’ a dire: le donne che abortiscono sono delle assassine. Questo e’ un falso intollerabile ed inammissibile”.  Che una sinistra seria e non genuflessa al potere temporale deve rigettare ‘senza se e senza ma’.

ultima modifica: 2013-11-13T08:04:42+00:00 da Carlo Patrignani