Il senatore di Scelta Civica rivolge, in una conversazione con Formiche.net, un appello a chi sia nel Pd che nel Pdl vuole andare oltre la "seconda repubblica” e prendere parte al nuovo cantiere dei Popolari italiani.

Il primo appello è sicuramente per il suo movimento, Scelta civica, affinché possa recuperare la “falsa partenza” e ricominciare con un nuovo passo. Ma il secondo appello che Andrea Olivero, senatore di Sc, rivolge tramite Formiche.net è a chi – sia nel Pdl che nel Pd – “vuole andare oltre la seconda repubblica” e prendere parte al nuovo grande cantiere dei Popolari italiani.

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L’orizzonte su cui investire, dice dal Senato dove è stato presentato un primo manifesto in questa direzione, è quello del Partito popolare europeo. Un orizzonte finora rappresentato in Italia dal Pdl e dal suo leader Silvio Berlusconi.

Senatore, avete intenzione di allearvi con il Cavaliere?

Berlusconi è impegnato a lanciare un nuovo progetto politico con Forza Italia e non so se questa nuova creatura aderirà al Ppe. La linea dei Falchi è marcatamente antieuropeista e non tiene conto dei valori popolari. Per questo forse servirebbe un nuovo rappresentante in Italia che non tradisca quei valori.

Con le colombe governative di Alfano c’è invece una comunione di intenti?

Coloro che nel Pdl stanno ragionando sullo strappo forse hanno compreso che non ha senso tenere unita una aggregazione che va dalla destra estrema al centro.

Vi rivolgete anche a sinistra?

L’abbiamo visto con le ultime chiare indicazioni date da Epifani recentemente. Il solco europeo per il Pd è la socialdemocrazia, il Pse. La parte di partito che non si riconosce in quella storia dovrebbe guardare al nostro progetto.

E con gli “ex amici” dell’Udc?

L’Udc deve prima fare un percorso politico interno che penso porti al suo scioglimento, poi se ne potrà parlare.

Scelta civica potrebbe diventare dunque il nuovo Ppe in Italia?

È ancora prematuro per dirlo, non è una questione di nomi o sigle. Noi stiamo lavorando su questo progetto, rimanere arroccati sull’esistente è insensato.

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