I tassi di interesse applicati ai contratti revolving sono saliti alle stelle: l’Associazione Europea Consumatori sconsiglia l’utilizzo di questi strumenti di pagamento.

 

Non si può pensare di vivere nel 2013 senza avere una carta di credito. Pensiamo ad esempio a tutte le attività che si possono fare online: prenotare voli e alberghi e fare acquisti in negozi che si trovano dall’altra parte del mondo sono solo alcune delle possibilità che si offrono a chi decide di mettere le migliori carte di credito a confronto per capire qual è quella più adatta alle proprie esigenze.

 

Non tutte le carte di credito sono uguali. Nel mirino dell’Associazione Europea Consumatori sono finite in particolare le carte revolving, un particolare strumento di pagamento col quale l’intermediario finanziario mette a disposizione dell’utente una linea di credito, un prestito in pratica, impiegabile sia per i consueti prelievi che per i normali acquisti. Il principale problema connesso all’utilizzo delle carte revolving  è costituito dagli elevatissimi tassi di interesse cui è chiamato a far fronte il consumatore. Stando infatti a quanto rilevato da Bankitalia sul primo trimestre 2013, i tassi applicati ai contratti revolving sono aumentati sino al 17% per gli importi inferiori ai 5 mila euro, fermandosi al 12% per importi al di sopra di tale soglia.

Come accennato, la carta revolving include una linea di credito, e il meccanismo di utilizzo prevede che il plafond della carta stessa venga ricostituito gradualmente, attraverso il pagamento di rate dall’importo fisso o variabile. A pesare come un macigno sono proprio gli interessi applicati a queste rate, un importo cui va aggiunto l’elevato ammontare delle penali che scattano in caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate previste (una rata mensile da 135 euro può ad esempio arrivare a costare anche 200 euro secondo l’Aec).

A complicare il quadro intervengono anche ulteriori costi, quelli delle polizze assicurative associate alla carta per tutelare il contraente nel caso in cui non riuscisse più a restituire le somme. Sulla scorta di questi dati, l’Associazione Europea Consumatori sconsiglia l’utilizzo di queste carte ed esorta comunque l’utente ad un’attentissima lettura del contratto prima di apporre un’eventuale firma.

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