Quando Papa Francesco era arcivescovo di Buenos Aires si alzava alle 5,30 del mattino, si dedicava alla preghiera, faceva colazione, e alle 7,30 cominciava le udienze fino a mezzogiorno. Il pomeriggio invece lo dedicava alla lettura e alla corrispondenza. Rispondeva di suo pugno a tutte le missive che riceveva.

MAGGIORE IMPEGNO
Ora, nel ruolo di Santo Padre, deve rivolgersi spesso in pubblico ai cattolici del mondo e l’impegno da dedicare alla sua missione è maggiore. I fedeli hanno trovato molto toccanti le sue parole pronunciate durante la Giornata mondiale della gioventù e nel corso della visita all’Ospedale San Francesco di Assisi. Ma chi aiuta Papa Francesco nella redazione dei suoi discorsi?

UN NUOVO GHOSTWRITER
Da qualche settimana è monsignor Paolo Luca Braida ad essere stato nominato coordinatore del lavoro di redazione degli interventi e delle omelie del Pontefice. Nato nel 1959 e originario della diocesi di Lodi, Braida è diventato sacerdote nel 1978. Da alcuni anni è responsabile della sezione italiana della Segreteria di Stato della Camera apostolica. Braida prende il posto di Giampiero Gloder, che è stato nominato presidente dell’Accademia Ecclesiastica.

POCA SORPRESA
Secondo il sito Vatican Insider la nomina di Braida non è una sorpresa, perché la sua collaborazione con Jorge Bergoglio nella redazione dei discorsi era già iniziata da qualche tempo. Ora il nuovo “ghostwriter” di Papa Francesco vive anche lui a Santa Marta.
In alcuni casi, i vescovi locali hanno la possibilità di proporre spunti al Pontefice per elaborare interventi pubblici e ogni Papa li adatta al proprio stile.

I PREDECESSORI
Il ruolo di “ghostwriter” è stato ricoperto tra gli altri dall’oggi cardinale Paolo Sandri (durante l’ultimo periodo di pontificato di Paolo VI e Giovanni Paolo II) e dopo da Giovanni D’Ercole.

UN PAPA SORPRENDENTE
Con Papa Francesco, però, l’improvvisazione è all’ordine del giorno. Sono molto frequenti le volte che Bergoglio preferisce lasciare da parte il testo preparato e si rivolge ai fedeli in modo spontaneo e diretto. Un’altra rivoluzione messa in atto dal Papa venuto “dalla fine del mondo”, come lui stesso si è definito.

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