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Cipolla e le regole della politica

Sta andando di moda Carlo Cipolla con le sue “leggi fondamentali della stupidità umana”. Sallusti lo utilizza contro Alfano ricordando con il celebre professore scrittore che: “Le azioni stupide più pericolose sono quelle messe in atto da persone ritenute intelligenti”.

Mi ricordo quanto mi spiegava, con lucida ironia, il caro prof.Ugo Croatto di Padova, barone eccelso della chimica italiana, sui criteri di selezione dei professori ordinari nei concorsi a cattedra.

Secondo lui vigeva (mi auguro non sia più così!) il principio della”stupidità progressiva” secondo cui ogni barone non poteva mettere in cattedra qualcuno più intelligente di lui. E così con una lunga serie regressiva che si andava perpetuando aumentava il tasso di stupidità accademica, sino al punto in cui una commissione di stupidi, talmente stupidi, non finiva per scegliere qualcuno più intelligente di loro.

In politica da almeno vent’anni, con il criterio delle nomine per cooptazione, nani e ballerini si sono succeduti plaudenti alle corti di lor signori dominanti.
Auguriamoci che possa scattare anche in politica l’esito finale dei quel bizzarro principio accademico il quale, alla fine, garantisce l’autoregolazione del sistema.

 

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