L’idea di una nuova grande casa popolare che comprenda il Nuovo Centrodestra, i Popolari di Scelta civica e l’Udc, nonostante gli iniziali entusiasmi, è smentita dai suoi stessi protagonisti.

Mario Mauro e Angelino Alfano. Il nome del leader dei Popolari di Scelta civica e di quello del Nuovo Centrodestra sono stati spesso accomunati nell’ultimo periodo.
Le separazioni quasi contemporanee avvenute nel Pdl e in Scelta civica hanno portato in molti a pensare che i loro progetti politici potessero convergere.

L’ENTUSIASMO PER UNA GRANDE CASA POPOLARE
Distinti e distanti dai falchi berlusconiani, c’era entusiasmo nell’immaginare una nuova grande casa dei moderati che le colombe azzurre avrebbero potuto costruire insieme alla parte più centrista di Scelta civica e all’Udc.

IL MAGGIORE SOSTENITORE

Uno dei più convinti sostenitori di questo progetto in chiave Ppe è il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione che a Formiche.net ha spiegato: “L’idea di un partito che vada da Letta-Fioroni ad Alfano-Lupi, passando per Buttiglione-Casini sarebbe bello ma non è all’ordine del giorno, è una cosa di domani, non di oggi. Sarebbe già molto adesso se riuscissimo a mettere insieme il Nuovo Centro-destra, l’Udc e i Popolari di Scelta civica”.

CHI E’ PIU’ CAUTO

Più cauto ma comunque ben disposto il senatore di Scelta civica Andrea Olivero che dalle colonne di Formiche.net ha elogiato la mossa di Alfano, “coloro che nel Pdl stanno ragionando sullo strappo forse hanno compreso che non ha senso tenere unita una aggregazione che va dalla destra estrema al centro”, e ha lanciato un appello di unità ai popolari di tutta Italia.

DISTINGUO FRA CENTRO E CENTRODESTRA

Poi, complici forse i contatti non interrotti tra Berlusconi e i “cugini” del Nuovo Centrodestra, il fervore si è raffreddato. E uno ad uno sono arrivati i distinguo e le precisazioni che sottolineavano l’errore commesso nell’“accomunare” le due scissioni.

LE PAROLE DI CASINI

Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha sottolineato le distanze dei due progetti, uno di centro-destra, l’altro di centro, in un’intervista al Tg3: l’Udc e il Nuovo centrodestra ”hanno due percorsi molto diversi e siamo su strade diverse. Noi voteremo per la decadenza di Berlusconi e Alfano voterà contro. Su un punto siamo d’accordo: il sostegno al governo. E ne sono ben lieto ma loro si chiamano ‘Nuovo centrodestra’ e noi non siamo nel centrodestra”.

LE RISERVE DI DELLAI

Riserve espresse anche dal capogruppo di Sc Lorenzo Dellai, in un’intervista a Formiche.net: “Guardiamo con molta attenzione ciò che è accaduto nel Pdl, pensiamo che l’iniziativa coraggiosa di Alfano di approdare a gruppi parlamentari autonomi contribuisca a dare stabilità al governo Letta. Prendiamo atto che in questa fase si dichiarano in continuità con una storia politica, ma non hanno affrontato il problema dello schema politico legato alle alleanze”.

LE SCELTE DI GITTI

Ancora più netto Gregorio Gitti, sempre su Formiche.net: “Forza Italia e il Nuovo Centrodestra solo verbalmente sono centrodestra ma in realtà sono una vera e propria destra, rimarcando con orgoglio e rigidità quell’appartenenza, noi presidiamo un’area di centro”.

Ed è per questo che, almeno per ora, questo matrimonio “non s’ha da fare” e domani per il primo passo della nuova creatura popolare, l’assemblea che si terrà al Teatro Quirino, non è stato invitato né è atteso alcun alfaniano.

 

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