Si dice che lo abbia chiesto personalmente con grande insistenza. Ed alla fine lo ha ottenuto. Il presidente russo Vladimir Putin, in Italia per il vertice italo-russo di Trieste, incontrerà oggi in Vaticano Papa Francesco, per poi recarsi al Quirinale dove avrà un breve colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. E’ dai momenti più drammatici della guerra in Siria, da quando si faceva sempre più probabile l’attacco armato delle potenze occidentali, che il presidente Putin e Papa Bergoglio si cercano.

I TEMI IN AGENDA AL VATICANO

Ma oggi, in Vaticano, non si parlerà solo della guerra civile in corso tra i ribelli siriani e le forze governative di Assad. Sono anche altri, infatti, i temi in agenda: dalla protezione dei cristiani in Medio Oriente, sempre più oggetto di attacchi da parte di gruppi integralisti, ai rapporti con la Chiesa ortodossa. Ma l’incontro di oggi sarà, soprattutto, la prima tappa di un (lungo) percorso che porterà Papa Francesco, prima o poi, a compiere il tanto atteso viaggio a Mosca.

IL VIAGGIO DI SCOLA A MOSCA

Un incontro, quello tra Putin e Papa Bergoglio, sul quale si è voluto soffermare il cardinale Angelo Scola in occasione di un recente viaggio a Mosca. Secondo l’arcivescovo di Milano, infatti, tale incontro si “inserisce nella grande tradizione delle Chiese, compresa quella cattolica, di dialogare con tutti”.

L’ANTIMILITARISMO AMERICANO DI PAPA FRANCESCO

L’attacco armato contro il governo siriano, sotto l’egida degli Stati Uniti, ad inizio settembre appariva come l’unica soluzione praticabile per porre fine alla guerra civile siriana. Un attacco, però, evitato dalla perseveranza della Russia, da sempre contraria ad una eliminazione di Assad con l’uso della forza, che ha trovato una “sponda”, forse insperata, in Papa Francesco. Da subito il successore di Benedetto XVI ha cercato di far sentire la propria voce per evitare lo scoppio delle ostilità. Bergoglio, infatti, ha inviato una lettera al presidente Putin, allora presidente del G-20, invitando i vari leader “a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni ed abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare”. Pochi giorni dopo, poi, migliaia di persone, anche non credenti, si sono ritrovate in piazza San Pietro in occasione della giornata del digiuno indetta da Papa Francesco proprio per scongiurare l’attacco in Siria. Si parla, addirittura, di una telefonata tra Papa Francesco ed il leader siriano Assad, prontamente smentita dal portavoce vaticano padre Lombardi.

I RINGRAZIAMENTI DI PUTIN

Il presidente Putin, quindi, non mancherà oggi di ringraziare Papa Francesco per l’aiuto ed il supporto fornitogli nel corso della crisi siriana. Se da un lato, infatti, è probabile che gli accorati appelli di Papa Francesco abbiano giocato un ruolo non irrilevante nella soluzione diplomatica, e non militare, della crisi, dall’altro lato Bergoglio ha così riconosciuto, in un certo senso, alla Russia il ruolo di attore chiave nella soluzione delle crisi regionali. E non è quindi da escludere che in un futuro, anche non troppo lontano, Putin e Papa Francesco non si trovino nuovamente ad unire le proprie forze contro un nuovo possibile attacco armato americano. C’è addirittura chi parla di un nuovo ricollocamento geopolitico della Santa Sede che fa seguito all’elezione di un Papa proveniente dall’America Latina, nel senso di una sua ricollocazione dalla parte delle potenze non occidentali.

LA PROTEZIONE DEI CRISTIANI E I RAPPORTI CON LA CHIESA ORTODOSSA

Ma non sono solamente considerazioni di politica internazionale tout court ad avere convinto il presidente Putin a richiedere con insistenza l’incontro con Papa Francesco. Putin, infatti, è convinto che con Bergoglio ci siano tutte le premesse per un miglioramento dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, che potrebbero così “imboccare” finalmente la strada giusta. Rapporti, quelli tra le due Chiese, che ad oggi si limitano, in particolare, più ad una sorta di “alleanza” nella difesa dei valori morali che ad un vero e proprio dibattito teologico. Una Chiesa, in particolare, quella ortodossa, alla quale Papa Francesco sembra guardare con un certo interesse, soprattutto da un punto di vista ecclesiologico. Non troppo tempo fa, infatti, Bergoglio ha invitato a guardare con attenzione agli ortodossi, dato che “da loro si può imparare il senso della collegialità e della sinodalità”. Ed anche in tema di divorziati, una delle questione più spinose che il nuovo pontefice dovrà affrontare nei prossimi anni, in molti guardano con interesse. Secondo la pastorale ortodossa, infatti, a certe condizioni, è possibile benedire le seconde nozze. Tutte questioni, tra l’altro, che il Sinodo del 2014 dovrà affrontare.

ALLA RICERCA DI PUNTI DI CONTATTO E DI INTESA

Sarà poi anche attraverso la protezione dei cristiani in Medio Oriente che Putin cercherà di trovare un punto di contatto e di intesa con Papa Francesco. I cristiani, infatti, sono sempre più sotto attacco in Medio Oriente ed in Nord Africa, come dimostrano le notizie che provengono dall’Egitto. Putin, quindi, rinnoverà la propria disponibilità, ed intenzione, di porre le comunità cristiane mediorientali sotto il proprio protettorato, svolgendo così quel ruolo che in passato è appartenuto a lungo alla Francia ed all’Inghilterra. E la disponibilità russa a concedere la cittadinanza a 50 mila cristiani siriani che ne hanno fatto richiesta recentemente sembra andare proprio in questa direzione.

LA VISITA A MOSCA E L’INCONTRO CON IL PATRIARCA

L’incontro tra Putin e Papa Francesco sarà anche la prima tappa di un percorso che potrebbe portare allo storico viaggio di un Papa a Mosca. In occasione della visita in Vaticano del dicembre 1989, l’allora presidente russo Gorbaciov invitò Giovanni Paolo II a Mosca. Un viaggio che il predecessore di Benedetto XVI non riuscì mai a compiere, anche per alcune decisioni che suscitarono molte proteste nella Chiesa ortodossa, come quella di trasformare le quattro amministrazioni apostoliche in Russia in altrettante diocesi. Putin, poi, non ha mai rivolto il medesimo invito né a Giovanni Paolo II stesso né a Benedetto XVI. Ogni volta, infatti, che veniva interpellato su un possibile viaggio del Papa a Mosca il presidente russo rispondeva: “L’obiettivo non è tanto assicurare una visita del Papa, quanto favorire l’unità dei cristiani”.

LE PROSPETTIVE CON PAPA FRANCESCO

Con Papa Francesco, però, la situazione sembra diversa. Tra Putin e Bergoglio, come detto, sembra esserci una sintonia sia sul piano internazionale che su quello interno. Ed il tutto sembra essere facilitato dal fatto che Papa Francesco non pone come condizione quella di essere ricevuto a Mosca. Ed è proprio per questo motivo che si fa sempre più largo l’ipotesi di un incontro tra Bergoglio ed il patriarca ortodosso russo Kirill in quello che viene definito un luogo “neutro”. Si parla, infatti di Vienna, sede tradizionale di una delle diocesi ortodosse occidentali, e, in particolare, di Bari, dove sempre più numerosi sono i russi che si recano in pellegrinaggio sulla tomba di San Nicola, patrono della Russia. Un’incontro, quello in luogo neutro, che forse sembra essere, oggi, più plausibile rispetto ad un invito a Mosca, che, ad appena otto mesi dall’elezione al soglio di Pietro, potrebbe sembrare un’ipotesi un po’ prematura. Ma basterà attendere ancora qualche ora per saperne di più.

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