Renzi, Cuperlo, Civati. Stili a confronto

Renzi, Cuperlo, Civati. Stili a confronto
L'analisi linguistica delle mozioni presentate dai candidati alla segreteria Pd a cura dell'autore Rai Giovanni Laccetti.

La forma nella competizione politica è tutto. Giovanni Laccetti, una laurea in filosofia del linguaggio in tasca, autore Rai, si è divertito ad analizzare per il sito Termometro politico le parole degli inviti al voto dei candidati alla segreteria Pd. Formiche.net gli ha chiesto di fare lo stesso con le mozioni di Gianni Cuperlo, Matteo Renzi, e Pippo Civati. E di dare loro un voto sulla scia delle pagelle, già redatte da Mario Lavìa, Luciano Capone e Corradino Mineo.

“Tutti sappiamo come andrà a finire e il punteggio della forma che ho dato ai candidati corrisponderà all’esito del voto – commenta – Renzi è un buon pilota ma è la macchina della sua comunicazione a fare la differenza”.

Ecco le pagelle di Laccetti

Per la rivoluzione della dignità – Gianni Cuperlo

Forma: 6

Sostanza: 7

Il coefficiente di difficoltà secondo l’indice Gulpease è del 47,1%, la sua mozione può quindi essere letta e compresa facilmente da 15,3 anni in su. Riesce a inserire 5,2 frasi ogni 100 parole con una comunicazione diretta, frasi brevi ed efficaci.

A livello di contenuti mi convince molto la distinzione tra partito e governo, la sua mozione parla a chi ha amato il Pd e vuole indietro il suo sogno, è seria e di sinistra, gli avrei dato un otto se non fosse scivolata dallo “swing” al “pop” citando Papa Francesco.

Cambiare verso – Matteo Renzi

Forma: 8

Sostanza: 5

Il coefficiente di difficoltà secondo l’indice Gulpease è del 39,3%, la sua mozione può essere letta e compresa da 13,4 anni in su. Inserisce 7,5 frasi ogni cento parole con uno stile breve e asciutto per il quale è famoso.

Ripropone a livello contenutistico le stesse cose fatte dalla sinistra perché pensa che la vera novità sia lui. Fa l’esercizio stilistico di parlare a tutti ma non parla ai suoi. Cerca di recuperare rivolgendosi alla sinistra del Pd in cui è più debole, agli anziani del partito ma parla troppo poco ai giovani. Cerca di non scontentare nessuno e questa è la cosa forse più terribile per un politico. È l’unica delle tre mozioni a non contenere parole come “omosessualità”, “gay” e “coppia”, temi decisamente di “sinistra”. Compare tre volte la parola “famiglia” ma non riferita ai diritti, semmai a possibili aiuti.

Dalla delusione alla speranza – Pippo Civati

Forma: 4

Sostanza: 6

Il coefficiente di difficoltà secondo l’indice Gulpease è del 50,5%, una mozione quindi comprensibile facilmente dai 16,1 anni in su. Il problema è la lunghezza, non si può presentare una mozione di 70 pagine, lunga tre volte quanto quelle degli altri candidati.

Nei contenuti è un’analisi lucida e di sinistra ma ci sono alcuni passaggi lievemente populisti, come quando viene chiesto cosa pensa un tesserato del Pd dell’Imu. Cosa si può pensare di una tassa?

ultima modifica: 2013-11-19T10:18:01+00:00 da Fabrizia Argano

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