Così i popolari per l’Italia si preparano alle Europee. Parola di Lucio Romano

Così i popolari per l’Italia si preparano alle Europee. Parola di Lucio Romano
Nuove sfide, interlocutori, proposte in materia elettorale e non solo. Lucio Romano, capogruppo al Senato di "Per L’Italia", fa il punto sul nuovo movimento dopo la scissione con Scelta civica.

L’anno prossimo abbiamo due appuntamenti elettorali: le amministrative e le Europee. Per un progetto popolare che vuole coniugare riformismo di stampo europeo con solidarietà e sussidiarietà, l’Unione Europea è un insostituibile terreno di confronto, di scambio di idee e di proposte. Presenteremo nostri candidati, annunceremo nome e simbolo. Non faremo liste unitarie con l’Udc perché con questo partito abbiamo ritenuto di dover realizzare un nuovo soggetto. La nascita dei Gruppi Per l’Italia è la prima tappa di un nuovo e comune percorso, in cui non ci sono i popolari di Scelta Civica e l’Udc, che ha in programma lo scioglimento, ma in cui tutti confluiscano per rinnovare il popolarismo e per aggiornarlo alle nuove esigenze. Noi crediamo in un progetto che abbia cuore solidale e mente liberale, aperto, arioso, democratico, di tutti, attento ai bisogni sociali, che restituisca fiducia ai cittadini. Un progetto accogliente, aperto al dialogo con tutti e ciascuno, inclusivo.

COME COMBATTERE IL VENTO ANTI-EUROPEO DI M5S, FORZA ITALIA E LEGA
Una premessa essenziale: noi siamo Europa, non siamo solo in Europa. Tuttavia vogliamo più Europa e un’Europa diversa: più solidale, più sussidiaria, più prossima alle persone, meno burocratica, più vicina ai problemi, più capace di individuare e offrire soluzioni. Intendo dire che se noi contribuiremo a dare un cuore politico, solidale, vero e propositivo all’unione fin qui finanziaria e monetaria, i venti contro l’Europa cadranno da soli.

I DISTINGUO DAL PROGETTO DI ALFANO
Ho molto rispetto per Angelino Alfano e per le persone che, con coraggio, hanno fatto una scelta di campo nell’interesse della governabilità e, pertanto, della ripresa economica e delle riforme. Il progetto che hanno annunciato, uscendo dal Pdl e non aderendo a Forza Italia, è la costruzione di un nuovo centrodestra più attento alla democrazia interna e al processo di costruzione dei consensi e delle leadership, agendo evidentemente in un ambito loro proprio e ben definito che è appunto il centrodestra. In questo momento facciamo parte, responsabilmente, della medesima maggioranza che vuole affrontare i nodi gravi e irrisolti del Paese. Nello specifico, il nostro è un progetto che vuole realizzare un soggetto popolare che sia alternativo alla destra.

RENZI E IL GOVERNO DI LARGHE INTESE
Mi auguro e confido che Renzi voglia essere fattore di ulteriore stimolo e stabilizzazione del governo. Spero che non s’incorra nell’errore che portò alla caduta del governo Prodi, sottoposto a innumerevoli fibrillazioni. Non possiamo permettercelo, non è questo ciò che vogliono i cittadini. Dobbiamo assolutamente proseguire lungo un percorso che dia certezza alle riforme, alla ripresa economica, allo sviluppo sociale. Altrimenti, è bene ricordarlo ancora una volta, non ci sarà spazio che per il populismo con l’insignificanza della politica rappresentativa.

LA NOSTRA PROPOSTA SULLA LEGGE ELETTORALE
Speriamo che il passaggio dal Senato alla Camera della riforma elettorale risulti proficuo. Penso che si sarebbe potuto continuare a lavorare in Senato, magari assumendo una questione preliminare e cioè il superamento del bicameralismo paritario. Solo dopo aver definito quale funzione assegnare al Senato e alla Camera, credo sia possibile fare una buona legge elettorale.

La riflessione in corso dei neocostituiti Gruppi parlamentari “Per l’Italia”, in merito al modello di legge elettorale, si basa su premesse ineludibili: i cittadini devono potersi esprimere attraverso la preferenza e bisogna garantire, attraverso il voto, la costituzione di una maggioranza di governo che assicuri stabilità.
Certamente la formulazione di una nuova legge elettorale è direttamente connessa alla forma di governo. Con l’attuale bicameralismo paritario nessun sistema elettorale garantisce automaticamente la formazione di una maggioranza nelle urne in entrambi i rami del Parlamento. Ad esempio, così come riportato nella Relazione finale del “Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali” – istituito dal Presidente della Repubblica – se il Parlamento dovesse optare per un regime semipresidenziale sarebbe preferibile propendere per una legge elettorale incentrata sul doppio turno di collegio, secondo il modello francese. Se invece si dovesse optare per una forma di governo parlamentare razionalizzata, le soluzioni possono essere più d’una: proporzionale su base nazionale proprio del sistema tedesco; proporzionale di collegio con perdita dei resti, proprio del sistema spagnolo; sistema misto, in parte preponderante maggioritario e in parte minore proporzionale, come la legge Mattarella.

Comunque, la nuova legge potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario), uno sbarramento alto ed eventualmente un ragionevole premio di governabilità. Questo modello potrebbe essere modellato in modo tale che: a) la metà dei seggi sia assegnata con formula proporzionale, l’altra metà con formula maggioritaria; b) che la quota proporzionale sia assegnata attraverso circoscrizioni di taglia medio-piccola, ammettendo al riparto dei seggi quelle liste che abbiano conseguito a livello nazionale almeno una certa percentuale di voti; c) che alla lista o alle liste collegate che abbiano ottenuto il maggior numero di seggi (comprendendo sia la quota proporzionale sia quella maggioritaria) sia assegnato un ragionevole premio di governabilità a valere sulla quota proporzionale di seggi, a condizione che la lista o le liste collegate abbiano raggiunto una certa percentuale di voti.

LA TERRA DEI FUOCHI E L’INDAGINE AL SENATO
Appena eletto al Senato, sono stato promotore presso la XII Commissione e successivamente relatore, dell’Indagine conoscitiva su inquinamento ambientale, tumori, malformazioni feto-neonatali ed epigenetica. Il diritto alla salute, disciplinato dall’art. 32 Cost. – è riconducibile alla categoria dei diritti inviolabili e ha duplice natura: a) costituisce un diritto fondamentale dell’individuo che si basa sulla tutela dell’integrità fisico-psichica della persona umana e può essere fatto valere dai cittadini sia nei confronti dello Stato e degli enti pubblici sia nei confronti dei privati e dei datori di lavoro; b) tutela un interesse collettivo della società a non subire conseguenze negative da situazioni igienico-sanitarie non controllate che potrebbero essere causa e diffusione di amlattie.

Sono in corso le audizioni. Abbiamo ultimate quelle inerenti le principali associazioni territoriali che hanno denunciato le criticità e le ASL della Regione Campania che hanno attivato già da anni il Registro Tumori. A seguire audiremo Università, centri di ricerca, associazioni e società scientifiche, istituzioni preposte alla prevenzione e al controllo ambientale e salutare. E’ un lavoro svolto nell’interesse dei cittadini che hanno territori violati e violentati da atti deliquenziali a danno dell’ambiente e non solo. A breve avremo i risultati pertinenti le patologie tumorali anche per microaree, così da definire con particolare dettaglio la cartografia salutare del territorio che sarà oggetto di comunicazione da parte della Commissione stessa. E’ da precisare che l’Indagine conoscitiva interesserà anche altre Regioni d’Italia.

ultima modifica: 2013-12-16T13:15:14+00:00 da Lucio Romano

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