In una conversazione con Formiche.net Subin Kim, esperto sudcoreano di sicurezza e difesa e collaboratore di NK News e del quotidiano Hankyoreh, spiega perché l'epurazione di Jang Song Thaek - alto dirigente del partito comunista del Paese e zio del leader supremo Kim Jong Un e filocinese - non romperà l'alleanza tra Pechino e Pyongyang

SHANGAI – Un lungo resoconto, affidato all’agenzia ufficiale KCNA, della riunione del Politburo del partito coreano dei lavoratori in cui sono scandite le accuse contro Jang Song Thaek (nella foto a sinistra) e alcuni fotogrammi di un video in cui l’ormai ex numero due del regime è portato via da una riunione accompagnato da due ufficiali in uniforme confermano quanto circola da giorni: l’epurazione dell’eminenza grigia della politica nordcoreana.

L’EX MENTORE
Lo zio 67enne, nonché mentore, almeno così era considerato fino a oggi, del leader supremo Kim Jong Un (nella foto a destra), è stato rimosso da tutte le cariche, tra cui quella di vicepresidente della potente Commissione per la difesa nazionale, ed espulso dal partito. La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi dall’intelligence sudcoreana in un’audizione al parlamento. Ma affinché fosse del tutto provata, considerati anche recenti errori dei servizi di Seul, mancava ancora il sigillo dell’ufficialità di Pyongyang,

LE RAGIONI DELL’ALLONTANAMENTO
I motivi della purga sono da ricercare nelle accuse di aver creato una propria fazione e gruppo di potere; in quelle di corruzione, di aver abusato di droghe, di essere ricorso al proprio ruolo per aver diverse amanti. Notizie non ancora verificate, riportate da Radio Free Asia, avanzano anche l’ipotesi che Jang, al pari di alcuni suoi collaboratori, sia già stato giustiziato lo scorso 5 dicembre, ossia quattro giorni prima della riunione del Politburo che ne ha deciso l’espulsione. Di certo la caduta dello zio, marito di Kim Kyong Hui, sorella del defunto Caro Leader Kim Jong Il, segna la più importante epurazione al vertice del regime dall’ascesa al potere del giovane Kim Jong Un due anni fa.

L’INTERVISTA
“Sebbene alcuni analisti ritengano l’allontanamento di Jang una vittoria dell’ala dura sui moderati, io lo considero un passo più generale, qualcosa destinato a succedere, parte di una transizione generazionale nella dirigenza nordcoreana”, ha spiegato Subin Kim, esperto sudcoreano di sicurezza e difesa, collaboratore tra gli altri di NK News e del quotidiano Hankyoreh, contattato da Formiche.net.

I vecchi devono lasciare il passo uno dopo l’altro. Il primo è stato Ri Yong Ho (ex capo di stato maggiore), ora è il turno di Jang. A differenza che con Ri, questa volta lo Rodong Sinmun, il quotidiano di regime, ha pubblicato un annuncio duro ed esplicito. La stampa sudcoreana ha parlato oggi di un scontro a fuoco tra i sostenitori di Jang e i militari che lo stavano portando via. Nonostante questa notizia sia ancora da verificare, resta la dura spiegazione del Rodong Sinmun. L’epurazione di un vecchio vassallo è il segno del consolidamento del regime di Kim Jong Un, non della sua fragilità.

Jang è considerato uno dei ponti con la Cina (da Pechino il portavoce del ministero degli Esteri parla di “affari interni alla Corea del Nord”) e un fautore di riforme sul modello cinese. Come cambieranno i rapporti di Pyongyang con l’alleato?
Considerato che Jang è considerato un filo-cinese, ci sono preoccupazioni. Ma come ho già detto prima, la vicenda non è legata a questioni come questa. È un ulteriore passo nella transizione di potere. Non mi aspetto grandi o piccoli cambiamenti nelle relazioni tra Cina e Corea del Nord.

Nei giorni scorsi la stampa sudcoreana riferiva del tentativo di un collaboratore di Jang, il suo contabile, di cercare asilo politico in Corea del Sud. Ci sono novità o conferme al riguardo?
Ci sono notizie su collaboratori, al plurale, che cercano asilo al Sud. L’ultimo in ordine di tempo riguarda un consigliere di un ambasciata nordcoreana in un paese non meglio precisato che recentemente si sarebbe rivolto alla Corea del Sud. Non sappiamo però cosa si intende per “recentemente”. Fonti di intelligence mi hanno detto pochi giorni fa di non aver avuto notizie di una defezione di così alto livello almeno fino a novembre.

C’è il rischio che l’allontanamento del marito possa travolgere anche Kim Kyong Hui?
È un esponente della famiglia reale. Potrà mantenere il potere almeno che non tenti qualche azione che vada contro Kim Jong Un. Si è parlato di una sua malattia e delle sue condizioni di salute. Forse prenderà una pausa, pur mantenendo il proprio posto nell’élite.

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