In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte di amici e conoscenti che hanno guardato il confronto tv per le primarie del Partito Democratico e mi dicono: è bravo Civati! Lo voterei!

Io vorrei invece dire: votatelo! La sfiducia nella politica è comprensibile e la scarsa voglia di partecipare è una diretta conseguenza di questo senso di smarrimento e delusione. Veniamo da un ventennio di egoismi e di mala-politica. Siamo nel pieno di un processo di desertificazione (LSE, 2013) economica, sociale e culturale proprio a causa di un sistema politico che non coinvolte più, che destabilizza e che produce solo sfiducia e astio.

Oggi, però, siamo davanti ad una nuova possibilità per il Paese e per la Politica. Siamo chiamati, in un vero momento di democrazia partecipativa, a scegliere il candidato alla Segreteria del più grande partito di centro sinistra e il futuro candidato premier. Abbiamo la possibilità di decidere chi vogliamo alla guida del centro sinistra e, per chi è almeno un simpatizzante, la possibilità di vedere rappresentati i propri principi e valori. Resto allibito e anche un po’ infastidito, quando sento l’affermazione “lo voterei”, no, se vuoi che le cose siano diverse, che ci sia un vero cambiamento e ti senti rappresentato allora dovresti dire: “lo voto!”.

Le cose non cambiano da sole né per grazia. Il nostro impegno è richiesto e indispensabile, siamo tutti chiamati a partecipare e a renderci partecipi di una scelta, che è politica e culturale: se Civati rappresenta una possibilità di ristrutturare un centro sinistra che in questi anni ha progressivamente perso la propria identità, se Civati ti rappresenta, ti stimola, ti convince sul modo di porsi al pubblico, nei contenuti delle sue proposte, allora non puoi dire “lo voterei”, ma “lo voto!”.

C’è una grande sfida da vincere, oggi, ed è la scarsa partecipazione unita al “vizio” che sembra tutto italiano, di delegare ad altri le scelte che ci spettano: la scelta di un candidato è una cosa non scontata, specialmente in Italia. C’è la possibilità di influire direttamente sull’esito di un percorso che potrebbe essere risolutivo per il Paese e non c’è giustificazione alla pigrizia né alla delega.

L’8 dicembre siamo chiamati tutti a partecipare per cambiare le cose e allora il motto della campagna elettorale di Civati è quanto mai calzante: le cose cambiano, cambiandole! Agiamo insieme, scegliamo insieme, partecipiamo insieme se vogliamo davvero che le cose cambino!

Se ci aspettiamo che siano “altri” a decidere per noi e restiamo in attesa della scelta giusta, sempre da parte di altri, allora non va!

 

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