Quando si è lanciato nell’avventura di fondare il partito Alternative Für Deutschland (Alternativa per la Germania), l’obiettivo principale di Bernd Lucke era far uscire la Germania dall’Eurozona. Oggi il bersaglio è cambiato e si dedica a criticare i Paesi del sud dell’Europa che hanno problemi per finanziarsi.

USCIRE DALL’EURO
“Se un giorno io diventassi cancelliere, porterei a Bruxelles un programma per fare uscire i Paesi del sud dell’Europa dall’euro in una maniera non traumatica, per farli tornare al loro vecchio sistema monetario. Così potrebbero iniziare il lavoro di recupero della competitività con prospettive più reali”. Con queste parole Lucke ha spiegato le sue idee politiche in una recente intervista al quotidiano spagnolo El Mundo.

IL NORD DELL’ITALIA
Lucke non ha timore di fare un esempio: “L’obiettivo è che chi non può finanziarsi prenda le distanze per creare una linea di contenzione del problema. Non è necessario pensare in un’ottica di Paesi interi. La Catalogna, i Paesi baschi e il nord dell’Italia potrebbero rimanere nell’euro, per esempio, ma è chiaro che Grecia e Andalusia non possono fare parte di questa realtà”, ha spiegato.

L’IMPEGNO PER I PAESI IN DIFFICOLTÀ
Nonostante il suo scetticismo, Lucke ha avuto una buona parola per l’impegno di solidarietà della Germania con i Paesi maggiormente in difficoltà. Ma ha voluto precisare: “i Paesi europei più poveri non sono né Spagna, né Grecia, né Portogallo o Irlanda. I Paesi più poveri, con il più basso Pil pro capite, sono Romania, Bulgheria e i Paesi baltici, che non si portano via neanche un euro”.

L’ALTERNATIVA TEDESCA
Lucke è professore di Economia all’Università di Amburgo. L’idea di fondare Alternativa per la Germania, il partito politico euroscettico tedesco, è stata condivisa con l’ex giornalista del Faz, Konrad Adam, e l’ex politico della Cdu, Alexander Gauland. Secondo il sito ufficiale del partito, il primo congresso si è svolto il 14 aprile del 2013 e nel programma principale c’erano il rifiuto dell’euro e il ritorno al marco tedesco. Alternativa per la Germania aveva deciso di entrare nella corsa elettorale del 2013 verso il Bundestag con la promessa di risolvere l’“errore storico” della nascita dell’euro.

SCONTENTO POPOLARE
Alla base del progetto c’è un sondaggio del TNS-Emnid che sostiene che un tedesco su quattro voterebbe a favore di un partito che proponesse l’uscita della Germania dall’euro. Questa consultazione risale ad aprile del 2013 e si riferisce alle elezioni generali di settembre del 2013, ma anche oggi l’aria sembra la stessa.

CONTRO L’EUROZONA
Un articolo del Financial Times spiega che il nucleo di Alternativa per la Germania è formato da una ventina di professori, economisti, politici e giornalisti, tra i quali molti ex membri della Cdu e del Fdp. L’organizzazione politica cerca di smontare l’Eurozona in maniera progressiva e ordinata.

VERSO LE EUROPEE
I membri dell’Alternativa per la Germania si autodefiniscono “eurocritici” e non “anti-europei”. Non vogliono essere affiancati alla destra radicale, ma ai liberali. I seggi del Parlamento europeo si dividono tra i partiti che ottengono la maggioranza dei voti, non tra i Paesi. Per guadagnare uno spazio a Bruxelles il blocco anti-euro dovrà guadagnare 25 seggi in almeno un quarto dei 28 Stati membri dell’Unione europea. Solo così potranno continuare la propria battaglia anche a Bruxelles.

Condividi tramite