Caro Beppe Grillo mi sei simpatico, ma non ci siamo con i 7 punti per le Europee!

Caro Beppe Grillo mi sei simpatico, ma non ci siamo con i 7 punti per le Europee!

Non vi nascondo che ho letto con molto interesse i 7 punti proposti da Grillo riguardo alla posizione che il M5S prenderà in occasione delle prossime elezione europee di maggio. La mia curiosità era essenzialmente motivata da due aspetti: massima attenzione nei confronti del nuovo Movimento politico che al suo esordio è riuscito a coagulare il 25% dei consensi del Paese e perché riconosco il merito ai pentastellati di aver sollevato problematiche fino ad ora considerate tabù e di essere stata l’unica forza politica italiana che fino ad ora abbia concesso a tutte le tesi opposte, riguardo la nostra appartenenza nell’area valutaria euro, di potersi esprimere in tre diverse distinte occasioni presso la Camera dei Deputati.

Ma la mia attenzione maggiore era concentrata sulla posizione che il Movimento di Grillo avrebbe preso rispetto a quelle che presumibilmente gli altri schieramenti cavalcheranno nelle settimane a venire. Infatti volendo fare un rapidissimo excursus fra i “manifesti” che verranno proposti agli italiani al fine di catturarne il consenso, la maggioranza degli attuali partiti rappresentati in Parlamento fanno intuire, anche se con toni e sfumature diverse, la via più o meno critica alla “revisione delle regole”, proponendo sostanzialmente modifiche ai Trattati e alle attribuzioni della Banca Centrale Europea. Unica eccezione per ora, ma non priva di distinguo interni, la Lega del neo segretario nazionale Matteo Salvini che ha già fatto sapere di combattere per un ritorno alla lira. D’altronde i crescenti malumori che si stanno elevando in tutt’Europa, ad iniziare dal Front Nationale di Marine Le Pen, a cui già gli si accredita la maggioranza relativa dei suffragi dell’elettorato francese, hanno indotto il mondo politico nazionale a non sottovalutare le tematiche più scottanti che saranno oggetto di confronto e scontro nelle prossime consultazioni europee.

Ma torniamo al nostro Grillo. La nota messa in rete venerdì 3 gennaio, rappresenta un vero e proprio inizio di campagna elettorale europea e si compone di un preambolo, più che condivisibile, dove vengono denunciate senza troppi giri di parole i noti problemi che affliggono la conduzione europea e dell’unione monetaria e da un allegato, in cui molto sinteticamente vengono proposti i famosi 7 punti su cui si concentrerà il Movimento e che saranno oggetto di approfondimento con la propria base.

Ritengo pertanto di estremo interesse commentare questi ultimi, nella piena consapevolezza che mai come questa volta saranno di particolare importanza i rapporti di forza che emergeranno dalle prossime consultazioni europee sulla base delle proposte che si riusciranno a proporre, poiché influenzeranno in modo determinante gli stessi indirizzi e azioni di politica interna.

1) Referendum per la permanenza nell’euro.
Come ho più volte avuto modo di esprimermi, non considero il ricorso a un referendum come una via ragionevolmente perseguibile, non solo per l’attuale inapplicabilità normativa che ne ritarderebbe oltremodo il suo svolgimento (art. 75 Costituzione), ma per una semplice questione di opportunità. Il lungo periodo intercorrente fra la modifica del dettame costituzionale, la raccolta firme, l’approvazione allo svolgimento da parte della Cassazione e della Consulta, il periodo di “campagna” referendaria da ambo le fazioni non certo priva di toni accesi, determinerebbero motivi di enorme incertezza che produrrebbero ulteriori disagi finanziari per il nostro Paese e darebbero l’opportunità, pretesto e giustificazione all’attuale classe politica dirigente, notoriamente filo-sostenitrice della costruzione monetaria comune, nell’intraprendere provvedimenti ancora più restrittivi di finanza pubblica. Senza considerare poi che, in caso di successo per l’uscita dall’euro, si delegherebbero non precisate persone alla gestione del risultato e nella migliore delle ipotesi pertanto la volontà popolare sarebbe accantonata, così come avvenuto tristemente in passato con altri esiti referendari.

In parole povere, l’eventuale vantaggio da un’uscita dall’area euro per il ritorno alla propria Sovranità monetaria, sarebbe ancor prima annullata proprio per effetto dell’annuncio di un referendum! E poi permettetemi di precisare: ma è necessario dover ricorrere a un referendum per ribadire il principio che l’Italia è un Paese democratico e non desidera che una elite di eurocrati autoreferenziali, non eletti dal suffragio universale, abbia instaurato una vera e propria dittatura economica che la sta condizionando al punto da dissolverla economicamente e moralmente?

2) Abolizione del Fiscal Compact
Il Patto di bilancio europeo o Trattato sulla stabilità, a noi più noto con il nome di Fiscal Compact grazie agli attenti comunicatori di Bruxelles che hanno preferito da subito associare restrittivi e penalizzanti impegni di finanza pubblica ai più tranquillizzanti, gradevoli e familiari Compact Disc, prevede essenzialmente la riduzione sistematica e pianificata del surplus dello stock di debito pubblico eccedente il 60% in vent’anni al ritmo del 5% annuo e il pareggio di bilancio, cioè l’impossibilità da parte dello Stato di produrre deficit, costringendolo a ricorrere per il suo fabbisogno finanziario esclusivamente alla fiscalità e alla riduzione della spesa. Quest’ultimo vincolo è stato considerato essenziale dagli eurocrati, tanto da prevederne l’inserimento nelle rispettive Costituzioni, nonostante sia contro ogni logica nella letteratura economica, concetto ripudiato da moltissimi premi Nobel per l’economia e con il nostro prof. Giuseppe Guarino in prima fila, il quale ha ampiamente argomentato la sua illegittimità giuridica rispetto agli altri Trattati europei. Il rispetto, dal 1 gennaio del 2015, costringerà il nostro Paese al reperimento annuale aggiuntivo di 52/53 miliardi di euro per la riduzione del debito e di 39/40 per comprimere, allo 0,5% ancora tollerato, il deficit. Valori che si commentano da soli nonostante l’attuale governo si ostini ad ignorarle e a tenerli vergognosamente nascosti all’opinione pubblica. Pertanto sono perfettamente d’accordo sull’abolizione o almeno a una moratoria di questo vincolo, concepito come ultimo perverso mezzo robotizzato per la sopravvivenza dell’agonizzante unione monetaria, anche se rimando al termine di questo articolo per trarne le dovute conclusioni.

3) Adozione degli Eurobond
Premesso che per Eurobond s’intendono emissioni di obbligazioni pubbliche la cui garanzia sia congiuntamente solidale dagli stessi paesi dell’eurozona, ho più che motivati dubbi che mai potranno venire alla luce. Questa mia convinzione deriva dalla presa d’atto che il recente accordo di “Groβe Koalition”, raggiunto a metà dicembre scorso dal Cancelliere Merkel per la formazione del suo nuovo governo, prevede esplicitamente la linea dura nei confronti di tale progetto. E poi siamo sicuri che ci convengano? Per poterli ottenere i nostri partners pretenderebbero a loro volta delle garanzie e vincoli di bilancio, di finanza e l’asservimento di asset di proprietà pubblica che il Fiscal Compact stesso apparirebbe a confronto una richiesta benefica della Caritas. L’emissione di tranche di titoli italiani con il timbro di eurobond, produrrebbero una diminuzione dei tassi nominali su quella specifica porzione, ma conseguentemente condannerebbero, per le note leggi di mercato, a rialzi ben più corposi i titoli del ben maggiore debito regresso rimasto con la sola garanzia nazionale! Se ci fosse stata la volontà reale di spirito di mutualità nella costruzione monetaria, già ai tempi di Maastricht si sarebbe provveduto a solidarizzare almeno le porzioni di debito pubblico non eccedenti il famoso parametro del 60%. Come spiegherebbe al suo fedele e devoto elettorato, sempre la gentile Signora Merkel, di essersi incollata il rischio di paesi “come l’Italia” con l’effetto di pagare anche un premio in termini di aumento dei propri tassi rispetto a quelli precedenti? Anche la recente Unione Bancaria ha fatto emergere chiaramente che la linea seguita è quella di considerare i cittadini e le imprese i veri prestatori di ultima istanza e non i rispettivi governi, sistemi finanziari e tantomeno la Banca Centrale! Quindi mettiamoci l’anima in pace perché gli Eurobond non verranno mai alla luce e qualsiasi battaglia protesa al suo riconoscimento sarà tempo perso!

4) Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune.
Questa condivisibilissima ed anzi auspicabile prospettiva, si scontra però con due evidenti scogli: che compatibilità esiste con l’appartenenza all’Unione Europea, cioè l’Italia può unilateralmente intraprendere accordi di un certo spessore con altri paesi limitrofi che non passino prima sui tavoli di Bruxelles? E poi anche se fosse possibile, la nostra politica estera ne sarebbe capace? Fino ad ora non è stata capace d’imporre neanche un’azione comune riguardo il drammatico problema delle immigrazioni marittime e il mondo ci ride ancora dietro non essendo ancora riusciti riportare a casa i nostri Marò, dopo infinite trattative dal sapore della beffa. Come ragionevolmente pensiamo di poter imbastire rapporti in una area geopolitica così turbolenta senza precise linee e strategie e senza soprattutto una forte alleanza esterna che ci consenta di avere credibilità?

5) Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio.
In teoria già è previsto, in quanto sono utilizzabili i fondi europei specifici che esulano dai deficit di bilancio, pertanto in deroga al limite attuale del 3%!

6) Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni
Come punto 5)!

7)  Abolizione del pareggio di bilancio
Argomento già discusso nel punto 2) sull’abolizione del Fiscal Compact, in quanto è uno dei due punti cardine del Trattato stesso!

Considerazioni finali
Pur riconoscendo i buoni propositi che animano il M5S nel promuovere iniziative per contrastare l’attuale conduzione fallimentare della moneta unica, tutti i 7 punti proposti da Grillo potrebbero essere molto più proficuamente perseguibili e realizzabili immediatamente, con il ritorno alla piena Sovranità monetaria. Infatti i punti 1) 2), 3), 4), 5), 6) e 7), automaticamente sarebbero soddisfatti con l’abbandono dell’euro, in quanto il ritorno alla nostra autonoma valuta, farebbe decadere le imposizioni dei Trattati che ci vincolano alle restrizione del deficit di bilancio, del pareggio di bilancio, alla possibilità di destinare risorse agli investimenti e finanziamenti alle attività produttive industriali e agricole, di tessere nuovi accordi con paesi del mediterraneo ed infine di recuperare il più prezioso dei nostri diritti: quello di riconquistare in pieno i principii della democrazia, ora calpestati da questo nuovo ordine monetario che ha preferito accordare per le scelte economiche il voto ai mercati sottraendolo invece al giudizio dei cittadini.

Riprendiamoci quindi le chiavi di casa finché siamo in tempo e invece di rincorrere a referendum di utopica realizzazione mentre la casa brucia, trasformiamo le consultazioni elettorali europee del prossimo maggio in un vero e proprio referendum, dove sarà possibile in modo plebiscitario premiare finalmente chi fa i reali interessi del Paese, eleggendo persone da inviare a Bruxelles che non siano per lo più i soliti trombati dalla politica nazionale, ma che abbiano le effettive capacità di combattere in questa battaglia dove a vincere senza appello sarà la finanza o i cittadini. Le idee per quanto buone e condivisibili si riescono a concretizzarle solamente se ci sono persone in grado di realizzarle.

Perciò caro Beppe, prendi il toro per le corna e dichiarati direttamente per l’uscita del nostro Paese dall’euro senza se e senza ma e conquisterai il favore e le simpatie degli italiani che sanno benissimo in cuor loro che è giunto il tempo di non chinare più la testa.

Come non accorgersi che in Italia si sta giorno dopo giorno formando un esercito di cittadini sempre più compatto e deciso nella disperata ricerca non più di cialtroni maggiordomi ma di leali generali che li guidino verso il riscatto?

TUTTI GLI ANTI EURO DEL 2013. LE FOTO

 

ultima modifica: 2014-01-05T09:56:49+00:00 da Antonio Maria Rinaldi

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  • mario billo

    Professor Rinaldi sono d’accordo sulla sua analisi, vorrei votare Grillo se fosse più serio, deciso e con una posizione netta sull’uscita dall’Euro.
    Questi punti servono come causa all’uscita e certi contraddicono altri (Referendum per l’uscita – Eurobond ).
    Credo che mi asterrò di nuovo dal voto.
    Confido nella Marine Le Pen ,che sia lei a far crollare questa gabbia ,anche se uscire da protagonisti sarebbe stato più dignitoso.

    • syster

      l’astensione non e’ mai una cosa buona. Grillo lo ha detto chiaramente se fosse per lui uscirebbe subito dall’euro, ma siccome la sua posizione non e’ quella di prevaricare le altre opinioni probabilmente trovera’ un modo per fare esprimere la base forse attraverso consultazioni on line …quindi perche’ non dargli fiducia e non sprecare il tuo voto con l’astensione?

    • carmine

      Usciremo, anche con il suo voto , sono convinto che non potrà astenersi se lo domanda alla sua coscienza.

  • Roberto

    Articolo di una chiarezza cristallina. Speriamo che i destinatari ne prendano atto.

  • Federico (xian) Maat

    Concordo su quasi tutto ma penso che una consultazione popolare in tempi brevi (non vincolante) ma di opinione sia possibile

    • Alessandro Stocca

      e perche’ non farla sulla rete per poi decidere la linea da seguire (come si fa meritoriamente per altri argomenti)?

      • PANTALONE

        Concordo col professore FUORI DALL’EURO E DALL’EUROPA DEI BANCHIERI. Bisogna partire da altre basi che portino i popoli a collaborare per una nuova Europa

    • PANTALONE

      Federico la mia paura e’ che molta gente pensa chela permanenza nell ‘Euro e ci salvi da chissa’ quali disastri, anche quelli che non lo vedono bene. Se tanto mi da tanto…..

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  • Salvatore @ddé

    un articolo interessante, i 7 punti sono fattibili con l’uscita dall’Euro. Un uscita che dal punto di vista dei media è una mazzata per l’italia… Ho votato M5S alle politiche perchè il cambiamento deve partire anche dall’alto. E in Europa continuerò a sostenere il Movimento…

  • Salvatore @ddé

    un articolo interessante, i 7 punti sono fattibili con l’uscita dall’Euro. Un uscita che dal punto di vista dei media è una mazzata per l’italia… Ho votato M5S alle politiche perchè il cambiamento deve partire anche dall’alto. E in Europa continuerò a sostenere il Movimento…

  • Pingback: dorioplincets()

  • Giovanni Gurrieri

    Gentile Professore, grazie per le sue interessanti considerazioni. Mi permetto, dal mio piccolo, solo un appunto: Grillo in teoria non può decidere per il M5S in un senso o nell’altro. Qualsiasi decisione deve essere votata dal M5S.

  • Giovanni Gurrieri

    Gentile Professore, grazie per le sue interessanti considerazioni. Mi permetto, dal mio piccolo, solo un appunto: Grillo in teoria non può decidere per il M5S in un senso o nell’altro. Qualsiasi decisione deve essere votata dal M5S.

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  • Alessandro Stocca

    e perche’ non farla sulla rete per poi decidere la linea da seguire (come si fa meritoriamente per altri argomenti)?

  • Rubinsk

    Ok IP M5S deve migliorare. Ma non c’è paragone con gli altri. Insomma i partiti sono delle associazioni a delinquere che hanno distrutto il Paese ed il Nostro futuro. Il ***** è l’ultima speranza…

  • Rubinsk

    Ok IP M5S deve migliorare. Ma non c’è paragone con gli altri. Insomma i partiti sono delle associazioni a delinquere che hanno distrutto il Paese ed il Nostro futuro. Il ***** è l’ultima speranza…

  • DanieleB

    io sono un elettore del M5S spero che grillo ed il movimento prendano atto altrimenti mi rivolgerò altrove

  • DanieleB

    io sono un elettore del M5S spero che grillo ed il movimento prendano atto altrimenti mi rivolgerò altrove

  • Pingback: Caro Beppe Grillo mi sei simpatico, ma non ci s...()

  • Fabrizio Viscio

    Gentile prof Rinaldi, non sono un economista e quindi non mi permetto di contraddire le sue tesi. Ma le faccio alcune domande. Se la maggior parte dei punti del manifesto proposto da Grillo sono irricevibili dall’ Europa, non crede che il comico li abbia messi l’ proprio per non dire “usciamo dall’ euro”, ma per mettere in condizione l’ Europa di dire “a queste condizioni non ci potete più stare con noi”?E’ possibile che la strategia di Grillo sia volta soprattutto ad evitare di imbarcarsi movimenti di estrema destra che fanno si battaglie giuste come il ritorno ad una sovranità nazionale, ma che se andassero al potere potrebbero essere deleteri per le regole democratiche? Grazie e buona giornata!

  • Fabrizio Viscio

    Gentile prof Rinaldi, non sono un economista e quindi non mi permetto di contraddire le sue tesi. Ma le faccio alcune domande. Se la maggior parte dei punti del manifesto proposto da Grillo sono irricevibili dall’ Europa, non crede che il comico li abbia messi l’ proprio per non dire “usciamo dall’ euro”, ma per mettere in condizione l’ Europa di dire “a queste condizioni non ci potete più stare con noi”?E’ possibile che la strategia di Grillo sia volta soprattutto ad evitare di imbarcarsi movimenti di estrema destra che fanno si battaglie giuste come il ritorno ad una sovranità nazionale, ma che se andassero al potere potrebbero essere deleteri per le regole democratiche? Grazie e buona giornata!

  • Gatekeepers a 5 stelle

  • Christian_Oo

    Gatekeepers a 5 stelle

  • carmine

    Anche io sono un elettore del m5s, condivido le osservazioni di Rinaldi , ma c’è un problema, il problema di DEMOCRAZIA.
    La mia domanda è questa: E se il popolo italiano vorrebbe restare schiavo dell’europa?

  • carmine

    Anche io sono un elettore del m5s, condivido le osservazioni di Rinaldi , ma c’è un problema, il problema di DEMOCRAZIA.
    La mia domanda è questa: E se il popolo italiano vorrebbe restare schiavo dell’europa?

  • carmine

    Personalmente voterei per una uscita IMMEDIATA DALL’EURO E ANCHE DALL’EUROPA

  • carmine

    Personalmente voterei per una uscita IMMEDIATA DALL’EURO E ANCHE DALL’EUROPA

  • carmine

    Usciremo, anche con il suo voto , sono convinto che non potrà astenersi se lo domanda alla sua coscienza.

  • Giuseppe Contartese

    Caro Prof, grazie come sempre del lavoro che sta conducendo. Tuttavia, rimangono ancora poco chiari due aspetti non trascurabili : 1) tempi e modi dell’uscita dalla moneta unica 2) Impatti di credibilità internazionali. Il primo punto : gli economisti noeuro ci dicono che bisogna uscire attraverso un cambio euro /nuova moneta 1=1, in modo da non essere fregati due volte (una con l’ingresso, due con l’uscita). Ciò comporterebbe una nuova moneta, poichè la vecchia lira non è idonea al cambio consigliato. Quanto tempo ci vuole per una nuova moneta ? Quando si attacca Beppe sul referendum (troppo tempo e senza valore costituzionale) non sono d’accordo, non si può uscire immediatamente. 2) La riserva frazionaria ha fatto si che il denaro nascesse dal nulla senza un’effettiva copertura in ora. Come si fa senza una strategia politica da impegni internazionali presi e non rischiare in credibilità ?

  • Giuseppe Contartese

    Caro Prof, grazie come sempre del lavoro che sta conducendo. Tuttavia, rimangono ancora poco chiari due aspetti non trascurabili : 1) tempi e modi dell’uscita dalla moneta unica 2) Impatti di credibilità internazionali. Il primo punto : gli economisti noeuro ci dicono che bisogna uscire attraverso un cambio euro /nuova moneta 1=1, in modo da non essere fregati due volte (una con l’ingresso, due con l’uscita). Ciò comporterebbe una nuova moneta, poichè la vecchia lira non è idonea al cambio consigliato. Quanto tempo ci vuole per una nuova moneta ? Quando si attacca Beppe sul referendum (troppo tempo e senza valore costituzionale) non sono d’accordo, non si può uscire immediatamente. 2) La riserva frazionaria ha fatto si che il denaro nascesse dal nulla senza un’effettiva copertura in ora. Come si fa senza una strategia politica da impegni internazionali presi e non rischiare in credibilità ?

  • marco

    una sola speranza ha l’ITALIA di resistere ed esistere ancora nei secoli davanti a noi,ed è nelle mani di un comico capace di aggregare e dare speranze.
    La politica convenzionale ha fallito ben prima dell arrivo di Grillo lui è stato la toppa alla falla,1992 tangentopoli 2008 misure inette alla dilagante crisi 2011 gestione nazista della democrazia italiana andata a farsi benedire col governo Monti,alla quale si è succeduto il governo Letta alla quale ahinoi si è succeduto il momento più triste della repubblica italiana.
    I 7 punti sono i cardini del programma?Da una parte di dall’ altra no,il programma è basato sulla necessità di un espressione popolare in materia di Unione Europea e contemporaneamente una re-discussione dei trattati in essere con questa Europa di stampo sinistro e nazista,è inutile girarci intorno le similitudini con il nazismo sono eccezionalmente evidenti.
    Grillo lo va ripetendo continuamente:”1)consultazione popolari in merito alla moneta unica e all unione europea.
    2)re-discussione dei trattati
    3)in base all esito reagire di conseguenza
    a parere mio è PALESE che la GERMANIA non ci lascerà mai cambiare i trattati e penso che succederà che avvieremo le contromisure per l uscita dall euro con tutto ciò che ne deriva.
    è vero che ci sono i trattati internazionali che dicono che dobbiamo pagare,ma è altrettanto vero che l Italia è gia fallita e che in questo caso di default ci sono altri trattati internazionali che tutelano le nazioni la quale abbiano subito un default.La storia di Argentina Irlanda ci dovrebbe rassicurare.
    IL SOGNO RIMANE IL MODELLO Islandese.
    1 via dall europa 2 svalutiamo 3 ridiventiamo competitivi sui mercati internazionali 4 ci mangiamo la Germania perché siamo capaci di fare le cose siamo mica scemi 5 in massimo 10 anni recuperiamo la produzione industriale pre euro
    6 tenendo sempre conto che la situazione in Europa potrebbe anche evolvere ulteriormente e potremmo anche non essere i primi ad uscire dall euro e se ciò succederà i bond di tutti gli stati europei diventano carta straccia…la succede davvero il disastro per l europa.se scoprono che l euro è reversibile succede davvero il finimondo.
    io voterò 5 stelle perché sono gli unici che meritano.

  • marco

    una sola speranza ha l’ITALIA di resistere ed esistere ancora nei secoli davanti a noi,ed è nelle mani di un comico capace di aggregare e dare speranze.
    La politica convenzionale ha fallito ben prima dell arrivo di Grillo lui è stato la toppa alla falla,1992 tangentopoli 2008 misure inette alla dilagante crisi 2011 gestione nazista della democrazia italiana andata a farsi benedire col governo Monti,alla quale si è succeduto il governo Letta alla quale ahinoi si è succeduto il momento più triste della repubblica italiana.
    I 7 punti sono i cardini del programma?Da una parte di dall’ altra no,il programma è basato sulla necessità di un espressione popolare in materia di Unione Europea e contemporaneamente una re-discussione dei trattati in essere con questa Europa di stampo sinistro e nazista,è inutile girarci intorno le similitudini con il nazismo sono eccezionalmente evidenti.
    Grillo lo va ripetendo continuamente:”1)consultazione popolari in merito alla moneta unica e all unione europea.
    2)re-discussione dei trattati
    3)in base all esito reagire di conseguenza
    a parere mio è PALESE che la GERMANIA non ci lascerà mai cambiare i trattati e penso che succederà che avvieremo le contromisure per l uscita dall euro con tutto ciò che ne deriva.
    è vero che ci sono i trattati internazionali che dicono che dobbiamo pagare,ma è altrettanto vero che l Italia è gia fallita e che in questo caso di default ci sono altri trattati internazionali che tutelano le nazioni la quale abbiano subito un default.La storia di Argentina Irlanda ci dovrebbe rassicurare.
    IL SOGNO RIMANE IL MODELLO Islandese.
    1 via dall europa 2 svalutiamo 3 ridiventiamo competitivi sui mercati internazionali 4 ci mangiamo la Germania perché siamo capaci di fare le cose siamo mica scemi 5 in massimo 10 anni recuperiamo la produzione industriale pre euro
    6 tenendo sempre conto che la situazione in Europa potrebbe anche evolvere ulteriormente e potremmo anche non essere i primi ad uscire dall euro e se ciò succederà i bond di tutti gli stati europei diventano carta straccia…la succede davvero il disastro per l europa.se scoprono che l euro è reversibile succede davvero il finimondo.
    io voterò 5 stelle perché sono gli unici che meritano.

  • marco

    ps: e comunque in Italia ci sono 2 problemi gravi,uno è la crisi e l altro è la libertà di stampa o meglio alcuni dei più grandi ed importanti media sono asserviti ai partiti e alla gente con i soldi…è normale tutto questo?

  • marco

    ps: e comunque in Italia ci sono 2 problemi gravi,uno è la crisi e l altro è la libertà di stampa o meglio alcuni dei più grandi ed importanti media sono asserviti ai partiti e alla gente con i soldi…è normale tutto questo?

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